Parete

Ciardiello candidato sindaco del Pd. Papadimitra: “Le favole del centrosinistra”

Giovanni Papadimitra PARETE. Nell’ultima assemblea del Pd di Parete, venerdì 4 febbraio, la scelta è caduta su Pietro Paolo Ciardiello quale candidato sindaco.

A tal proposito interviene Giovanni Papadimitra che ritiene “frettolosa” e poco collegiale. “Una scelta, quella di Ciardiello, spero, solo frettolosa perché è bastata una sola seduta, una sola assemblea per far uscire dalla segreteria la proposta e subito approvata. Bene, un sindaco indicato in un batter d’occhio, senza tener minimamente conto del dibattito avvenuto nelle ultime settimane con la delegazione della coalizione di centrosinistra che disquisiva se orientarsi verso un nome di rinnovamento o meno per la guida della compagine elettorale. Evidentemente le delegazioni si dilungavano in chiacchiericcio inutile, e per stopparlo occorreva fare in fretta: chiacchiere inutili, il nome è quello; sotto sotto circolava da mesi ma che nessuna osava rendere ufficiale, è uscito. La scelta ha provocato ‘qualche mal di pancia’, come scrive un giornale della provincia. Sempre lo stesso quotidiano indicava con i soliti ‘malori addominali di qualcuno’ anche il probabile vicesindaco della coalizione nascente in Raffele Pezone, attualmente in Italia dei Valori e valoroso consigliere comunale ora di opposizione di quel partito.

Dunque, siamo giunti forse ad una definizione del quadro degli schieramenti con l’ufficializzazione di Ciardiello indicato dal Pd per il centrosinistra e la candidatura di Luigi Verrengia, sindaco uscente, per lo schieramento attuale che amministra il paese. Stante così le cose, in presenza di questi schieramenti annunciati, con le indicazioni delle rispettive guide e componenti vari, almeno stante anche a quando riferisce la stampa ben informata, credo, il manifesto di intenti del centrosinistra di Parete, l’editto di ottobre scorso, si infrange con i suoi punti valoriali dissolvendosi in mille pezzi che nell’insieme rendono l’idea che per chi ci ha creduto, di trovarsi in presenza di una ‘favola’ scritta dal centro sinistra paretano. Una favola che alla fine si è dimostrata, essendo tale, priva di ogni legame con la realtà vissuta e presente, il futuro è demandato ad altre fantasie forse.

Sebbene siamo nella Patria del grande Giambattista Basile, e quindi inclini a scrivere favole per poi narrarle, e nel raccontarle ci illudiamo che gli altri che ascoltano siano solamente dei creduloni, ogni tanto ci accorgiamo in tempo che poi tutto sommato ‘ccà nisciun’ è fess’. In una mia precedente nota scrissi e avvertii, pur elogiando il manifesto del centro sinistra, ahimè oggi la ‘favola’ del nuovo pentamerone paretano, dal momento che anche il cenrtro sinistra sembra sgretolato, del pericolo di trovarsi alla fine del percorso improduttivo all’ultimo istante, dal tetro cassetto di una buia segreteria di partito, il nome del Condottiere del centro sinistra senza far discutere, partecipare e condividere le scelte con i cittadini. In tal senso le continue sollecitazioni affinchè si ricorresse allo strumento delle primarie. Occasione ribadita con insistenza anche con il rischio di essere petulante in ogni sede, politica e a mezzo stampa.

‘A chi spaventano le primarie nel centrosinistra a Parete?’. Era il titolo di una mia recente nota, nella quale ancora una volta avvertivo, a chiusura dell’intervento, il pericolo che, ‘in assenza di qualche passo indietro, assistiamo allo stillicidio di un nuovo frazionamento della sinistra e del centro sinistra, che va assolutamente scongiurato, con l’imposizione di scelte forzate fatte all’ultimo momento: un film già visto che portò all’opposizione l’allora Ulivo, e che non stimoleranno certamente la partecipazione della gente, dell’elettorato, dei cittadini, che quanto meno, nella migliore delle ipotesi, si accontenteranno ancora una volta di una nuova insignificante amministrazione fotocopia dell’attuale. Parete non merita, ancora una volta, di rinunciare a sogni ambiziosi con una nuova classe amministrativa’.

Oggi leggiamo che il candidato indicato dal Pd, come dichiara lo stesso Ciardiello ad un quotidiano sul web, che con la sua ‘nomina’ non si sono verificate lacerazioni interne e, continuando, se la prende con chi resta a casa senza impegnarsi per il partito, parola rotondante e corposa che evoca stati autorevoli di una gloria passata, senza accorgersi magari di aver contribuito a svuotarla e privarla di ogni alloro; la stampa liquida in semplici mal di pancia di qualcuno, il tandem Ciardiello-Pezone e non piuttosto di una avversione convinta da parte di molti, ad una scelta operata perlomeno frettolosamente, se non addirittura imposta per certi aspetti. Spero che tutto questo sia vero e cioè: che siamo effettivamente in presenza solamente di semplici e limitati mal di pancia, e che la sinistra e il Partito (rotondo e forte) non si sono affatto disgregati, e che la ‘maledizione’ non cadi su chi sceglierà di restarsene a casa senza dimostrare senso di ‘partito’.

Ma che si vada verso questi e stimolarli affinché trovino il coraggio di reagire. Si, veramente io lo credo questo, e nel mio modestissimo ruolo di ‘cittadino semplice’ senza galloni sulle spalle, mi batterò affinchè questo accada. Non possiamo permetterci ancora una volta di sgretolare tutto. Forse oggi è molto più chiaro a chi facevano paura le primarie. Parafrasando Troisi, ‘ricomincio da tre’, non è affatto troppo tardi per una vera consultazione. Che la sinistra intera di questo paese abbia finalmente uno scatto di orgoglio e riprenda in mano il bandolo della matassa e, senza lacerarsi, rimetta in mano ai cittadini le scelte per il cambiamento in questo paese per il suo bene il suo futuro; e che chi ha deciso di restarsene fuori, restando comodamente a casa, pur tenendosi i forti mal di pancia, rimuova questi intenti e scenda in campo per evitarci scelte retrive e obsolete.

Attendiamo più di un passo indietro per costruire un nuovo futuro per questo paese. Un breve siparietto: Immaginiamo un nostro concittadino che abita magari a Varese, piuttosto che a Latina o a Bari, che torna dopo vent’anni a Parete per la Festa di Pasqua, e che chiede: ‘Scusate chi sono i probabili sindaci o amministratori alle prossime elezioni…?’. Alla probabile e insperata risposta che oggi dovremmo dare loro, come minimo ci direbbe: ‘Parete, un popolo di fessi, se non addirittura, di analfabeti e ciucci che in tanti anni non ha saputo esprimere altro; qualcosa di nuovo o di diverso’”.

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