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Recale, opposizione chiede dimissioni del presidente Massi

Patrizia VestiniRECALE. Patrizia Vestini, Franco Squeglia, Filiberto Gianoglio, Isidoro Marcello e Tommaso Oraballo, consiglieri comunali di minoranza, ritengono inopportuno ed illegittimo l’operato del Presidente del Consiglio Roberto Massi.

“La sua recente elezione – dicono – era stata salutata con favore dai sottoscritti in quanto ritenevamo che, l’amico e stimato professionista Roberto Massi, potesse garantire maggior equilibrio in un consesso dove il sindaco Americo Porfidia, contravvenendo allo statuto comunale per oltre tre anni in quanto ricopriva abusivamente la carica di Presidente, agiva dispoticamente. La decisione del presidente Massi di convocare, prima di ogni Consiglio Comunale, la conferenza dei capigruppo, è stata accolta come un segno di disponibilità al dialogo. Segnale di partecipazione democratica che, andando nel verso opposto rispetto alla repressione attuata dal Sindaco, ha alimentato le nostre speranze”.

“Speranze che, – sottolineando – purtroppo, da lì a poco si sono dimostrate illusorie e vane. Nelle conferenze dei capigruppo sinora svolte, non si è mai deciso in maniera collegiale l’orario e la data del Consiglio Comunale e, cosa ancora più grave, non si è mai discusso dei punti da inserire all’ordine del giorno. Le conferenze si riducevano ad una sterile dichiarazione dei capigruppo sui Punti all’ordine del giorno stabiliti dalla maggioranza; dichiarazioni, e questo risulta anche nel verbale delle stesse, che spesso venivano fornite senza aver avuto la possibilità di leggere gli atti inerenti. Massi è stato più volte esortato a cambiare linea di condotta ma sono state parole al vento. Il presidente continua a garantire solo ed esclusivamente la maggioranza, continua ad essere la longa manus del sindaco rendendo le Conferenze delle vere e proprie farse in cui viene calpestata la dignità dei consiglieri comunali di minoranza. Dopo aver promesso ai capigruppo di comunicare con abbondante anticipo la data del Consiglio comunale sul Puc, dopo tre giorni dalla conferenza è stata recapitata la convocazione. Dopo aver espresso perplessità sul Consiglio in prima mattinata, è stato convocato in un giorno infrasettimanale ed alle otto del mattino. Dopo aver annullato la seconda convocazione del Consiglio sul Puc, per un vizio che lo stesso sindaco ha definito procedurale, lunedì 8 febbraio è stata inviata la convocazione per il Consiglio Comunale di giovedì 10 febbraio dove, la discussione delle osservazioni al Puc, non compare nell’ordine del giorno. Sono stati inseriti due punti sui quali non c’è stata alcuna discussione pre-consiliare e non è stata convocata nessuna conferenza dei capigruppo”.

“Insomma – concludono – si è tornati all’atteggiamento arrogante e strafottente antecedente l’elezione del presidente. Quest’ultima convocazione dimostra inoltre che il precedente Consiglio Comunale era stato rinviato sì per un vizio di procedura ma soprattutto per problemi interni alla maggioranza in merito al Piano Urbanistico. Anche in quel caso è stata quindi violentata la dignità dei consiglieri di minoranza che hanno compiuto peripezie lavorative pur di essere presenti e compiere il loro dovere nel suddetto Consiglio”.

Per questo i consiglieri di minoranza chiedono le dimissioni del presidente Massi dalla massima carica consiliare.

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