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Recale, il Pdl legge in Consiglio un documento sulle Foibe

Lello Porfidia RECALE. Prima di iniziare i lavori del Consiglio comunale di giovedì, il gruppo consiliare del Pdl di Recale, su indicazione di tutti gli iscritti, ha ritenuto opportuno osservare un minuto di raccoglimento e leggere un documento tratto dal libro “Il Rumore del Silenzio” in memoria delle vittime delle Foibe.

Lello Porfidia ha chiarito: “Il ricordo è l’unica arma che abbiamo affinché queste tragedie non si verifichino più. Per troppo tempo gli storici hanno creato un muro di silenzio intorno alle barbare esecuzioni di italiani del confine orientale da parte dei partigiani jugoslavi del dittatore comunista Tito. Migliaia di morti innocenti che venivano gettati in queste gole rocciose, le foibe, affinché di loro non si sapesse nulla. Il Parlamento Italiano nel 2004 ha istituito il 10 febbraio come il Giorno del Ricordo; la legge invita tutte le amministrazioni a favorire attività che promuovano il ricordo di questo dramma in modo da squarciare quel velo di silenzio.

A Recale viviamo in una realtà difficile dove gli interessi offuscano questi nobili sentimenti quindi ci siamo sentiti in dovere di promuovere un momento di raccoglimento e di riflessione. Per un caso fortuito il Presidente del Consiglio ha convocato l’assise proprio il 10 febbraio ed abbiamo colto con piacere il minuto di silenzio ma sapendo che l’amministrazione, prima secondo coscienza e poi secondo legge, difficilmente avrebbe promosso attività commemorative, abbiamo letto il documento.

Gli occhi commossi di chi leggeva il documento quando ha iniziato a raccontare la storia di Norma Cossetto, seviziata e trucidata dai partigiani di Tito, sono la miglior espressione di un sentimento sincero. Dal 2004 ad oggi invece questa amministrazione non ha mai mostrato sensibilità verso l’argomento. Si è parlato di Foibe a Recale solo grazie a qualche attività del gruppo di Azione Giovani prima e del Pdl poi. Il nostro è un contributo modesto ma sincero di chi crede che compito degli amministratori è anche quello di tenere accesa una memoria civica”.

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