Italia

Ruby, chiesto rito immediato. Berlusconi: “Farò causa allo Stato”

Silvio BerlusconiMILANO.Mentre la procura di Milano inoltra ufficialmente al gip la richiesta di rito immediato nei suoi confronti, per entrambi i reati contestati nel caso Ruby, concussione e prostituzione minorile, il premier Silvio Berlusconi torna ad attaccare i pm e annuncia “causa allo Stato”.

Peri magistrati milanesi vi è”l’evidenza della prova” che consente saltare l’udienza preliminare. Ma il Cavaliere, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi,accusa: “Sono dei processi farsa, accuse infondatissime.Queste pratiche violano la legge, vanno contro il Parlamento, la procura di Milano non ha competenza territoriale né funzionale”. Il presidente del Consiglio ritiene che non sussista il reato di concussione, “è risibile”, e spiega di essere intervenuto “perché preoccupato di un incidente diplomatico internazionale”. “Sono cose pretestuose – dice – a me spiace che queste cose abbiano offeso la dignità del Paese e hanno portato fango all’Italia”.

“FARO’ CAUSA ALLO STATO”. “Una vergogna, uno schifo”, così Berlusconi giudica l’inchiesta e gli ultimi risvolti giudiziari che lo riguardano. “Alla fine nessuno pagherà – dichiara il capo del governo -, alla fine come al solito pagherà lo Stato. Farò una causa allo Stato visto che non c’è responsabilità dei giudici, anche se questa è una cosa che dobbiamo cambiare”. E sottolinea: “Io non sono preoccupato per me, sono un ricco signore che può passare la sua vita a fare ospedali per i bambini del mondo, come ho sempre sognato”.

RUBY INDAGATA. Per arrivare al rito immediato, i pm di Milano ieri hanno stralciato la posizione di Berlusconi, in merito alla telefonata fatta alla Questura di Milano con cui il premier chiese che Ruby, al secolo Karima el Mahroug, allora 17enne marocchina più volte sua ospite, fermata per furto il primo maggio 2010, fosse affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti in quanto “nipote del presidente egiziano Mubarak“. Intanto, la procura dei minori ha iscritto nel registro degli indagati la stessa Ruby per aver fornito false generalità. L’episodiosi riferisce allo scorso maggio, quando l’allora diciassettenne fu portata in questura dove fornì informazioni false, con riferimento alla sua data di nascita, spacciandosi per un anno più grande.

NESSUN “REATO MINISTERIALE”. A sostegno della richiesta di rito immediato, i pm milanesi hanno inviato 782 pagine di documenti. Molte carte, ha spiegato il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, riguardano le copie di richiesta di intercettazione e il contenuto delle fonti di prova “ma non c’è molto di più – ha aggiunto – rispetto a quanto contenuto nell’invito a comparire” che era di circa 600 pagine. Per le telefonate intercettate in cui parla il presidente del Consiglio, la procura di Milano non chiederà comunque l’autorizzazione alla Camera, in quanto tali conversazioni, sottolinea il procuratore,sono “irrilevanti ai fini dell’inchiesta” e dunque le “quattro o cinque” conversazioni telefoniche con il Cavaliere presenti nell’inchiesta “saranno distrutte”. “Non le abbiamo nemmeno fatte trascrivere e non chiederemo alla Camera l’autorizzazione per il loro utilizzo” dice Bruti Liberati. Inoltre, insieme alla richiesta di giudizio immediato, i magistrati hanno inviato al gip una memoria in cui ritengono non sussistere l’ipotesi di “reato ministeriale” in ordine alla concussione, ritenendo pertanto che, al contrario di quanto sostiene la difesa di Berlusconi, la competenza a giudicare non sia del Tribunale dei Ministri.

PERQUISIZIONI ALLA TOMMASI. Nel frattempo, sulla scia dell’inchiesta della Procura di Napoli su un giro di squillo, sono state effettuate perquisizioni nell’abitazione milanese della soubrette Sara Tommasi, frequentatrice delle feste nelle residenze del premier, e di altre persone ritenute coinvolte, tra cui Vincenzo Saiello, noto come “Bartolo”, impresario di Villaricca (Napoli) e presunto organizzatore di incontri sessuali a pagamento con alcuni suoi collaboratori e con laTommasi. (leggi il caso degli sms della Tommasi al premier)

MARINA BERLUSCONI: “NON CONOSCO LA TOMMASI”. Nell’inchiesta napoletana, parallela, ma non collegata (come ha chiarito Bruti Liberati) a quella di Milano, vengono fuori nomi di molte persone. Come quello di Marina Berlusconi, chiamata in causa da Sara Tommasi che in un’intercettazione rifiuta di far parte del “giro squallido” della figlia del premier. Ma quest’ultima sostiene di non averla mai conosciuto l’ex “naufraga” dell’Isola dei famosi. “Scopro dalla lettura dei giornali – dice Marina Berlusconi – che una signorina che non ho mai conosciuto, in un messaggino inviato a una persona che non ho mai conosciuto, sostiene che farei parte di un non meglio precisato ‘giro squallido’. Ci sono i titoli e c’è la mia foto”. La figlia del premier denuncia lo “sciacallaggio mediatico”, “non è un caso che anche stavolta il rilievo di gran lunga maggiore a queste farneticazioni sia stato dato dai soliti ben precisi giornali” che, quando “sproloquiano sulla ‘macchina del fango’, in realtà stanno parlando solo di se stessi”. Marina Berlusconi ribadisce che “gli unici ‘giri’ che frequento sono quelli di mio marito e dei miei figli”. “La battaglia politica – conclude la nota – ha ceduto il passo alla devastante inquisizione di certe procure e di certi loro bollettini”.

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