Italia

Onu: “Italia accolga rifugiati libici”. Bossi: “Poi li mandiamo in Germania”

 ROMA. L’Europa è preoccupata del possibile flusso di profughi dalla Libia, in particolare verso l’Italia,ma l’Onu lancia un appello affinché non si respingano le persone in fuga dalla rivolta contro il regime di Gheddafi.

La portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) dell’Acnur, Melissa Fleming, ha detto che l’Italia è tra i paesi che “più probabilmente riceveranno un afflusso di persone in fuga dalla Libia”, tra cui cittadini libici e profughi di altre nazioni. “E’ il momento – ha detto la Fleming – di mostrare spirito umanitario e generosità verso gente che ha subito un forte trauma”. Ci sono in Libia circa 8mila rifugiati politici registrati dall’Acnur e altri 3000 richiedenti asilo con la domanda in sospeso provenienti da Sudan, Iraq, Eritrea, Somalia, Ciad e Territori palestinesi.

La risposta del leader leghista Umberto Bossi è nettaluzione: “Intanto, non sono arrivati e speriamo che non arrivino. – ha detto il ministro delle riforme – Se arrivano li mandiamo in Francia e Germania…”.Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha dichiarato durante una conferenza stampa al Cairo seguita all’incontro con il segretario generale della Lega Araba Amr Mussa: “Siamo molto preoccupati per il rischio di una guerra civile e per i rischi di un’immigrazione verso l’Unione Europea di dimensioni epocali”, diceFrattini, chesi era detto lunedì “molto preoccupato per le ipotesi che stanno emergendo di un emirato islamico a Bengasi”. E ha affermato che l’Ue “non deve interferire” nei processi di transizione in corso nel mondo arabo cercando di “esportare” il proprio modello di democrazia. Parole che hanno sollevato dure critiche da parte dell’opposizione. Ma proprio oggi Frattini si rivolge all’opposizione sull’apertura di Maroni e, dall’altra parte, di Casini: “Spero che la parte responsabile dell’opposizione possa in questo momento condividere quest’appello”.

Anche se non si tratta ancora di una posizione ufficiale, dalla Ue arriva intanto una prima doccia fredda per l’Italia. “Solidarietà e disponibilità a fornire materiale umano e mezzi finanziari”, ma non ci sarà alcuna apertura nei confronti di una distribuzione del fardello dell’immigrazione proveniente dai Paesi del Nord Africa. È quanto hanno anticipato alcune fonti diplomatiche europee.

Nella serata di martedì, a Palazzo Chigi, si terrà un incontro per far fronte all’emergenza. Al vertice prenderanno parte i ministri degli Esteri Frattini, dell’Interno Roberto Maroni, della Difesa Ignazio La Russa e dello Sviluppo economico Paolo Romani.

Non manca la polemica politica. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, punta il dito contro il governo: “Il dato di fatto innegabile è che questo passaggio drammatico sorprende l’Italia in un periodo di massima debolezza da 50 anni a questa parte”. La colpa, dice Bersani, è della “politica del ‘ghe pensi mi’ che ha portato in politica estera a relazioni personali che ci hanno ridotto alla subordinazione”.

Ma la questione diventa anche un punto di scontro tra Nord e Sud. Al presidente della regione Sicilia Raffaele Lombardo, che aveva invitato Lombardia e Veneto ad accogliere i rifugiati dalla Libia, Tunisia ed Egitto, replica il suo omologo lombardo Roberto Formigoni: “Che tristezza, siamo in presenza di una vera tragedia dalle dimensioni storiche alla quale non vorrei si rispondesse con le nostre piccolezze. La tragedia di queste popolazione che rivendicano la libertà trovando le mitragliate – aggiunge il governatore della Lombardia – porterà gravi problemi per l’Italia e l’Europa e per questo ritengo debbano essere i singoli governi nazionali e la Comunità europea dare a risposte a questo proposito”.

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