Italia

Immigrati: scontro tra Maroni e Unione Europea

 ROMA.Nuovi sbarchi di clandestini dalla Tunisia stanotte a Pantelleria e nel Ragusano, nel giorno in cui il ministro Maroni chiede un Consiglio europeo urgente paragonando questa emergenza alla caduta del Muro di Berlino.

Nel frattempo il ministro Frattini chiede alla Tunisia di ripristinare il meccanismo dei pattugliamenti delle coste nord africane. Il governo tunisino, dal canto suo, si dichiara disposto a cooperare, ma ribadisce di non essere disposto ad accettare ingerenze, riferendosi soprattutto all’ipotesi avanzata ieri da Maroni di dislocare forze di polizia italiane in Tunisia per cercare di fermare quello che il ministro dell’Interno Maroni ha definito un “esodo biblico”.

CONTINUANO GLI SBARCHI. Un’imbarcazione con sedici migranti è stata intercettata al largo del Canale di Sicilia da una motovedetta della Guardia di finanza, che ha portato gli extracomunitari a Pozzallo, nel Ragusano, e trasferiti nel centro di prima identificazione, dove sono stati già trasferiti 150 migranti che erano sbarcati nei giorni scorsi nell’isola. Nell’isola di Pantelleria, la Guardia di Finanza ha rintracciato, poco dopo le sei, undici extracomunitari già sbarcati sull’isola un’ora prima: per loro destinazione Trapani. Nel frattempo un sito internet in lingua araba scrive che un barcone carico di immigrati clandestini in partenza dalle coste tunisine, sarebbe stato speronato poco dopo la partenza da una motovedetta tunisina al largo di Gabes, causando 29 morti. Altre 86 persone sono state invece tratte in salvo 86 persone. Dalla Capitaneria di porto di Palermo, però, non confermano la notizia del presunto naufragio.

LAMPEDUSA. Sono 2150 gli extracomunitari ospitati nel centro di accoglienza di Lampedusa, riaperto ieri per far fronte all’emergenza umanitaria. Lo ha detto Cono Galipò, responsabile di “Lampedusa accoglienza”, la cooperativa che gestisce il centro. Si tratta di quasi tutti gli immigrati presenti sull’isola, esclusi circa 150 che si trovano presso vari siti dell’isola e 35 persone – componenti di nuclei familiari, con donne e bambini – sistemate in un albergo. “Possiamo ospitare tutti questi immigrati che stanno arrivando a Lampedusa, prima di prendere qualsivoglia decisione sul loro destino” dice il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, nominato Commissario straordinario all’emergenza immigrati, in un’intervista al Messaggero. “La Sicilia è in grado di ospitare tutti gli immigrati che in queste ore stanno affluendo dalla Tunisia – aggiunge – Non ci sarà bisogno di mandarli in altre parti d’Italia”. Se non saranno sufficienti le strutture murarie già esistenti, Caruso è pronto alla realizzazione di tendopol. “Del resto la crisi tunisina è una catastrofe umanitaria – aggiunge – come dopo un terremoto”.

MARONI CHIEDE CONVOCAZIONE CONSIGLIO UE. Il ministro dell’interno Roberto Maroni chiede una convocazione urgente del Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo per “darsi una strategia” nel contrasto all’immigrazione nel Mediterraneo a fronte della situazione nei Paesi del Maghreb. Maroni lo ha sostenuto a margine di una riunione sui patti sicurezza a Varese. “Ho sentito il presidente del gruppo Ppe, Mario Mauro, chiedere la convocazione urgente del Consiglio Europeo dei capi di Stato e di Governo – ha detto Maroni – e condivido questa richiesta perché siamo di fronte alla caduta del muro di Berlino, il Maghreb, il nuovo ’89: l’Europa deve darsi una strategia a livello di capi di Stato e di governo”.

COMMISSIONE UE RESPINGE ACCUSE DI MARONI. “La Commissione Ue è pronta ad aiutare e a mostrare concreta solidarietà all’Italia per far fronte all’eccezionale ondata di arrivi dalla Tunisia, ma si dichiara molto sorpresa per le accuse di risposta “lenta e burocratica” riportate dalla stampa italiana” ha detto oggi la commissaria Ue per gli Affari interni, Cecilia Malmstrom, che, in risposta alle accuse rivolte alla Ue da parte del ministro Maroni di avere lasciato sola l’Italia a gestire i flussi migratori dalla Tunisia, ha aggiunto:”Sono stata personalmente in contatto sabato con le autorità italiane, a cui ho chiesto se avessero bisogno del nostro aiuto, e la risposta è stata “no grazie, in questo momento non abbiamo bisogno dell’aiuto della Commissione europea”. Nessuna richiesta è stata avanzata dalle autorità italiane per attivare Frontex e le pattuglie Ue di intervento rapido delle frontiere Rabit come per esempio era invece stato fatto dalla Grecia a dicembre per i flussi migratori in provenienza dalla Turchia”.

MARONI: “NON ABBIAMO RIFIUTATO AIUTI UE”. “Non è vero che l’Italia ha rifiutato l’aiuto offerto dalla Commissione europea per fronteggiare l’emergenza sbarchi dalla Tunisia – replica immediatamente Isabella Votino, portavoce del ministro dell’Interno – Maroni e Malmstrom si sono sentiti sabato scorso e il ministro ha avanzato alcune richieste, peraltro non nuove: l’intervento di Frontex per controllare il Mediterraneo, gestire i centri per gli immigrati e rimpatriare i clandestini, nonché il rispetto del principio del “burden sharing”, che cioè siano tutti i Paesi dell’Unione a farsi carico di rifugiati e clandestini. Rispetto a queste richieste per ora non abbiamo avuto risposta. In ogni caso non è nostra intenzione polemizzare con la commissaria Malmstrom, che anzi Maroni ha più volte elogiato, ma la critica è rivolta più in generale all’Europa, dalla quale ci aspettiamo che passi dalle parole ai fatti, dando risposte concrete alle richieste da tempo avanzate dall’Italia”.

GERMANIA: “PROBLEMA DI TUTTA LA UE”. Il problema degli sbarchi degli immigrati tunisini a Lampedusa riguarda tutta l’Unione europea, non solo l’Italia: lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri tedesco, il quale ha sottolineato che bisogna valutare con tutti i partner europei le eventuali ulteriori misure da prendere. Per il momento, ha proseguito, l’Italia ha fatto bene a chiedere l’intervento dell’Ue.

FRATTINI INCONTRA PREMIER TUNISINO. “Finora il meccanismo dei pattugliamenti delle coste nord africane ha funzionato e vogliamo ripristinare quel meccanismo che, fino ad un mese fa, aveva portato a zero l’immigrazione clandestina”: lo ha detto il ministro degli esteri Franco Frattini, che stasera incontrerà a Tunisi il primo ministro tunisino Mohammed Gannouchi. “Sono certo – ha detto Frattini – che la collaborazione tra Italia e Tunisia riprenderà più forte di prima”. L’Italia, aveva anticipato ieri Frattini, è disposta ad aiutare la Tunisia con mezzi navali e terrestri per il pattugliamento delle coste tunisine. “Credo che Tunisia e Italia – ha spiegato Frattini – abbiano un interesse comune a frenare questo traffico e l’Italia può offrire molto alla Tunisia, a partire da un aiuto logistico in termini di equipaggiamento delle forze di polizia, compresa la messa a disposizione di strumenti importanti, sia navali sia terrestri, per il pattugliamento della costa tunisina”. Anche Catherine Ashton, alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e la sicurezza, è giunta stamane a Tunisi. Nel corso della visita, Ashton incontrerà i membri del governo provvisorio, rappresentati dei partiti e della società civile.

TUNISIA: “SI COLLABORAZIONE MA SENZA INGERENZE”. La Tunisia è “pronta a cooperare” con gli altri Paesi per far fronte all’ondata di immigrazione clandestina che si sta riversando in Europa, ma il Paese non accetterà nessuna ingerenza nei suoi affari interni. Lo ha ribadito il ministero degli Esteri in reazione all’ipotesi dell’Italia di dispiegare forze di polizia per contenere il flusso di immigrazione dal Paese maghrebino. Riguardo alla ipotesi del governo italiano di dislocare forze di polizia nel Paese per cercare di fermare quello che il ministro dell’Interno Maroni ha definito un “esodo biblico”, il responsabile ha detto: “Tanto la Tunisia è fortemente interessata a preservare le relazioni di amicizia e cooperazione stabilite con l’Italia e a continuare a svilupparle, tanto esprime il suo stupore per tale decisione”. Nella notte il portavoce dell’esecutivo di Tunisi aveva definito “inaccettabile” l’uso della polizia italiana sul territorio tunisino.

STAMPA TUNISINA CONTRO MARONI. “Il ministro Maroni ha perso un’occasione per tacere” scrive oggi il settimanale “Tunis hebdo” riferendosi al progetto di “far sbarcare carabinierì sul nostro territorio per lottare contro questa invasione verso il Paese di Berlusconi. Ancora una volta l’Europa mostra le sue insufficienze quando si tratta di un “pericolo” che viene dal sud. Maroni, come la ministra degli Esteri francese Michèle Alliot-Marie, non ha visto oltre la punta del suo naso. L’Europa non ha ancora riconosciuto i propri errori”.

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