Italia

Fli, si sgretola gruppo al Senato. Fini: “E’ il potere finanziario del premier”

Gianfranco FiniROMA.Il gruppo di Fli al Senato si sgretola e Gianfranco Fini ammette: “Fase negativa”. Ma, allo stesso tempo, attacca: “E’ il potere finanziario del premier”.

“Sarebbe davvero inutile negare l’evidenza: il progetto di Futuro e Libertà vive un momento difficile, sta attraversando la fase più negativa da quando, con la manifestazione di Mirabello, ha mosso i primi passi”, diceil leader di Futuro e Libertàin un’intervistache sarà pubblicata venerdì sul Secolo, all’indomani della fuoriuscita dal gruppo di Palazzo Madama del senatore Giuseppe Menardi e di quelle prossime di Franco Pontone, Mario Baldassarri e Maurizio Saia.

Mercoledì ha formalizzato il suo addio il senatore Menardi, il giorno dopo è stata la volta di Pontone. Entrambi sono pronti a tornare nel Pdl di Berlusconi. E il gruppo al Senato, che prima contava dieci senatori, adesso scende a otto componenti e, se nei prossimi giorni non ci saranno nuovi arrivi, sarà sciolto per mancanza di numero legale. Del resto, il voto di fiducia sul decreto Milleproroghe ha portato alla luce quanto siintuiva da giorni: la pattuglia futurista sièspaccata al momento del voto. Menardi è tra i sei che si sono smarcati dal no, assieme al capogruppo Pasquale Viespoli, contro la fiducia, hanno votato Mario Baldassarri, Maurizio Saia e Giuseppe Valditara.

Intanto, il vicepresidente Italo Bocchino, la cui nomina ha suscitato l’ira di alcuni “colonnelli”, ha convocato per venerdì 18 febbraio, alle ore 13, presso la Sala Poli di Palazzo Marini, la prima riunione della segreteria politica nazionale, composta da membri non parlamentari, indicati durante l’assemblea costituente di Milano, di cui sono membri di diritto il segretario nazionale amministrativo, Nino Lo Presti, e il coordinatore nazionale di Generazione Futuro, Gianmario Mariniello.

Fini ritiene che le polemiche e le divisioni esplose dopo l’Assemblea Costituente di Milano “hanno creato sconcerto in quella parte di pubblica opinione che ci aveva seguito con attenzione e ovviamente fanno gioire i sostenitori del presidente Berlusconi, che già immaginano di allargare la fragile maggioranza di cui godono alla Camera”. “Ipotesi verosimile, – sottolinea il presidente della Camera – vista l’aria che tira nel Palazzo e le tante armi seduttive di cui gode chi governa e dispone di un potere mediatico e finanziario che è prudente non avversare direttamente. Proprio qui sta il punto che ci deve indurre a perseverare senza eccessivi timori circa il futuro. La difficoltà di Fli e la ritrovata baldanza dei gerarchi del Pdl sono infatti fenomeni tutti interni al ceto politico, sentimenti di chi teme per il proprio status di ministro o di parlamentare o di chi aspira a divenire sindaco, assessore o per lo meno consigliere comunale”. “Nella società – continua Fini – il clima è diverso: c’è preoccupazione per la situazione economico-sociale, indignazione per il degrado in primo luogo morale che caratterizza lo scontro politico, sbigottimento per l’immagine negativa che le note vicende danno dell’Italia nel mondo, angoscia per il futuro dei più giovani. È un’Italia tutt’altro che apatica e rassegnata (basta pensare all’incredibile partecipazione femminile alle manifestazioni di domenica) e resto profondamente convinto che in questa Italia, largamente maggioritaria nel Paese reale quanto minoritaria nell’attuale Parlamento, una voce importante possa averla quell’Italia moderata, che ha votato centrodestra, che non si rassegna a veder traditi o dimenticati i propri convincimenti e ideali”.

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