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Articolo su Boccassini: perquisizione a Il Giornale, indagato consigliere Csm

Ilda BoccassiniMILANO.Un consigliere laico del Csm, di nomina Lega, Matteo Brigandì, è indagato per abuso d’ufficio dalla procura di Roma nell’ambito di un’inchiesta partita dopo la pubblicazione di un articolo, apparso su Il Giornale, riguardante il pm milanese Ilda Boccassini, dal titolo “La doppia morale della Boccassini”.

Perquisita l’abitazione romana di Anna Maria Greco, giornalista del quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi e autrice dell’articolo che parlava di una vecchia relazione tra la Boccassini, titolare delle indagini sul caso Ruby e sui presunti festini ad Arcore, e un militante di estrema sinistra. Episodio riferito al 1982 quando la pmfu “sorpresa in atteggiamenti amorosi”, si leggeva nell’articolo, con un giornalista di Lotta Continua. “Davanti al Csm – riferiva la cronista – si difese come paladina della privacy. E fu assolta. Ora fruga nelle feste di Arcore – si sottolineava – ma allora parlò di ‘tutela della sfera personale'”. Sequestrati il computer della cronista e anche quello del figlio. Altre perquisizioni sono state disposte all’interno della redazione romana del quotidiano.

Brigandì, secondo l’accusa, avrebbe passato alla giornalista documenti interni alConsiglio superiore della magistratura. Da quanto si apprende a piazzale Clodio, l’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e condotta dal pm Silvia Sereni, è partita da una segnalazione ufficiale fatta dallo stesso Csm. Anche se l’input sarebbe stato dato dalla rivelazione dello scorso 28 gennaio del quotidiano Repubblica, che sosteneva come il consigliere avesse preteso gli fosse consegnato, per documentarsi, il vecchio fascicolo della disciplinare sulla Boccassini. “Non ne so nulla, e quindi non ho niente da dire”, ha detto il consigliere Brigandì. Giorni fa il consigliere aveva già smentito di aver dato a Il Giornale gli atti del procedimento disciplinare sul pm di Milano. “Ovviamente non sono stato io” aveva detto la scorsa settimana proprio dopo la denuncia di Repubblica. “Se qualcuno sostiene questa cosa ne risponderà nelle sedi legali possibili”, aveva detto Brigandì. “Ho chiesto al Csm una serie di documenti, compreso quel fascicolo, che ho letto per un quarto d’ora e poi ho restituito”, aveva precisato Brigandì, che poi aveva annunciato di aver scritto una lettera al vice presidente Michele Vietti per chiedergli di “far luce” sulla vicenda.

“Per l’ennesima volta la casta dei magistrati mostra il suo volto violento e illiberale”, commenta il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti. “La perquisizione nell’abitazione privata della collega Anna Maria Greco non solo è un atto intimidatorio ma una vera e propria aggressione alla persona e alla libertà di stampa. Stupisce che soltanto le notizie non gradite ai magistrati inneschino una simile repressione quando i magistrati stessi diffondono a giornalisti amici e complici atti giudiziari coperti da segreto al solo scopo di infangare politici non graditi”. La giornalista Anna Maria Greco, lo scorso 30 gennaio, aveva firmato anche un altro articolo in cui si dava conto dei risarcimenti ai cittadini vittime di ingiusta detenzione o di errori giudiziari negli ultimi 10 anni e si sottolineava come nello stesso periodo le sanzioni per le toghe fossero state solo una decina: “Il Csm – scriveva la giornalista – fa da scudo alla Casta”.

Intanto,una lettera di minacce è stata recapitata lunedì mattina alla redazione de Il Resto del Carlino di Bologna indirizzata alla pm Boccassini. Una missiva non firmata, riportante la sola intestazione “Fuan, movimento universitario legato al Msi”, scritta in stampatello, smistata lo scorso 28 gennaio al Cmp di via Zanardi.”La Boccassini deve morire”, “Farai una brutta fine”, alcune delle frasi minatorie contenute. Sul caso indaga la Digos.

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