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Omicidio durante una lite, arrestato l’assassino di Vincenzo Cardito

 VILLA DI BRIANO.E’ stato arrestato ad Ancona l’assassino di Vincenzo Cardito, 42 anni, è stato ucciso nella tarda serata digiovedì a Villa diBriano.

Si tratta del 33enne albanese Shkelqim Cakoni, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, che subito dopo l’omicidio si era reso irreperibile. E’ stato arrestato, nel primo pomeriggio di lunedì, dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa, agli ordini del colonnello Francesco Marra, del capitano Domenico Forte e del tenente Giuseppe Fedele, con l’accusa di omicidio aggravato, porto abusivo e ricettazione di arma da fuoco clandestina. Si trovava nel porto della città marchigiana, pronto ad imbarcarsi su una nave diretta in Grecia.

Cardito, originario di Frignano, ma residente a Parete,veniva raggiunto da un colpo di pistola al petto, spirando in ambulanzaduranteil trasporto all’ospedale “Moscati” di Aversa. Secondo quanto accertato dai carabinieri,Cardito, intorno alle 22.30 di giovedì 17 febbraio, si era recato in via Sant’Agata, a Villa di Briano,presso l’abitazione del suo assassino per “dargli una lezione” poiché, qualche ora prima, intorno alle 20, stava per investire la madre, con la propria Fiat Punto bianca, in piazza Mazzini,sempre aVilla di Briano.

La lite sfociava in una colluttazione, durante la quale spuntava una pistola con cui l’immigrato centrava Cardito all’addome con un colpo. Il 42enne si accasciava al suolo, mentre l’omicida scappava a bordo della sua vettura.In questi giornii carabinieri hanno ascoltato parenti e persone presenti all’episodio per giungere a capo di un omicidio che in un primo tempo si ipotizzava fosse da ascrivere all’ambito camorristico, ma che è figlio solo della violenza che permea buona parte del territorio dell’agro aversano.

Nei primi giorni di fuga, secondo i militari, l’albanese si era nascosto ad Aversa, allontanandosi dalla regione dopo essersi procurato i documenti falsi. La cattura è stata operata dai carabinieri di Aversa con l’ausilio dei colleghi del reparto operativo di Ancona. Dagli accertamenti sulle impronte digitali risultava, inoltre, che Cakoni negli anni aveva assunto diversi “alias” e che era destinatario di un mandato di cattura internazionale per un omicidio compiuto in Albania nel 2005. Le indagini sono state coordinate dal pm Ivana Sassi della procura di Santa Maria Capua Vetere.

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