Esteri

Terremoto in Nuova Zelanda, 100 morti

 CHRISTCHURCH.Si contano almeno 100 morti in Nuova Zelanda, ma il numero è probabilmente destinato a salire, dopo il terremoto che ha colpito la città di Christchurch, nell’Isola del Sud.

Distrutti edifici del centro e interi sobborghi. Vi sarebbero numerose persone intrappolate sotto le macerie, interrotta l’erogazione di energia elettrica. Il sisma, di bassa profondità, è stato di magnitudo 6.3, a una profondità di appena 4 km, alle 12:41, ora di punta nella seconda città della Nuova Zelanda, 380 mila abitanti. Data la maggiore vicinanza alla città e la sua scarsa profondità è stato più distruttivo di quello di settembre che aveva una magnitudo di 7,1. La scossa è durata circa un minuto ed è stata estremamente violenta, seguita da scosse di assestamento, alcune fino a magnitudo 5,6. È stato proclamato lo stato d’emergenza, gli ospedali in tutta l’Isola del sud sono stati preparati per accogliere i feriti e sono state allestite anche strutture sanitarie da campo. La Nuova Zelanda, le cui due isole si ergono sull’incontro delle piattaforme tettoniche indo-australiana e del Pacifico, registra in media più di 14 mila terremoti l’anno, di cui circa 20 raggiungono magnitudo 5 o più. Terremoto anche nelle Filippine, scossa 5.3 vicino a Manila.

“Stiamo assistendo al giorno più nero della Nuova Zelanda”, ha detto il premier John Key nel confermare il bilancio delle vittime. Un numero imprecisato di persone sono morte a bordo di due autobus rimasti schiacciati sotto le macerie. I soccorritori avvertono che molte persone resteranno intrappolate negli edifici crollati per tutta la notte. Da molti edifici si sentono le grida di persone rinchiuse all’interno. Gli ospedali in tutta l’Isola del Sud sono stati preparati ad accogliere le centinaia di feriti, mentre in alcune parti di Christchurch vengono allestiti ospedali da campo.

Elicotteri e gru hanno tratto in salvo sopravvissuti dai palazzi pericolanti, ma più di 100 sono ancora i dispersi, mentre la massiccia operazione di ricerca e salvataggio continua nella notte. I soccorritori, affiancati dai militari, lavorano freneticamente per liberare decine di persone rimaste intrappolate negli edifici crollati. Le strade sono allagate dall’acqua che si riversa dalle condutture spaccate. Interrotte nell’80% della città le linee telefoniche ed elettriche.

Grazie ai sistemi di costruzione recenti i terremoti, molto frequenti in Nuova Zelanda, non lasciano quasi mai bilanci disastrosi, almeno per quanto riguarda le vittime. Questa volta però il sisma è stato devastante per le sua caratteristiche. Ha raggiunto magnitudo 6,3 e l’epicentro è stato rilevato a 5 chilometri dalla città e a soli 4 chilometri di profondità. Una origine molto superficiale e quindi capace di conseguenza molto gravi. Secondo l’Istituto di geofisica americano (USGS), è stato seguito da molte scosse di assestamento.

Christchurch, 340.000 abitanti, era stata colpita il 4 settembre scorso da un terremoto di magnitudo 7,1, che non aveva causato vittime, ma danni ingenti. Ma una spiegazione della devastazione causata questa volta arriva dai sismologi italiani: ad attivarsi è stata una faglia del tutto sconosciuta ai geologi. Il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi, spiega: “Il terremoto è avvenuto in una faglia che non era nota, gli stessi geofisici locali non ne conoscevano l’esistenza. Infatti la zona colpita oggi era stata considerata in passato come una zona a bassissima pericolosità sismica”.

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