Casagiove - Casapulla - Curti - San Prisco

Estorsioni, arrestato affiliato al clan Belforte

Michele BuonpaneMARCIANISE. La squadra mobile diretta dal vicequestore Angelo Morabito, a seguito di ininterrotte e meticolose indagini, finalizzate all’individuazione dell’autore di un tentativo di estorsione verificatosi nelle scorse settimane a danno del titolare di una ditta di Casagiove, …

… ha individuato e successivamente eseguito il fermo di indiziato di delitto, emesso dalla procura antimafia di Napoli, a carico di Michele Buonpane, 39 anni, ritenuto affiliato al clan Belforte di Marcianise e responsabile di tentata estorsione aggravata. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 10 febbraio scorso, Buonpane si sarebbe recato presso l’azienda dell’imprenditore, in compagnia di un altro uomo, non ancora identificato, e dopo aver fatto riferimento all’incendio di un capannone avvenuto alcuni anni fa, gli ingiungeva ‘…quando pensate di mettervi a posto con Marcianise? …a Marcianise vogliono una risposta’, alludendo in modo gergale ma non equivoco al pagamento di una somma a titolo estorsivo.

La vittima, pur denunciando il fatto, non era in grado di fornire elementi per l’identificazione del malvivente. Ma attraverso la visione delle immagini riprese da alcune videocamere installate nella zona, si individuava il tipo di vettura con cui lo stesso si era allontanato. Pertanto, venivano avviati ininterrotti servizi di appostamento nei pressi dell’azienda presa di mira, sino al pomeriggio di giovedì, quando i poliziotti intercettavano Buonpane, a breve distanza della sede della ditta dell’imprenditore minacciato, a bordo della vettura sospetta, che veniva tratto in arresto in esecuzione del provvedimento di fermo emesso immediatamente dalla procura antimafia di Napoli che condivideva integralmente le risultanze delle indagini della squadra mobile di Caserta, contestando l’aggravante del metodo mafioso, poiché le modalità della condotta e la rievocazione del “mettersi a posto con Marcianise” costituiva la tipica espressione utilizzata per avvalersi della intimidazione del clan camorristico sul territorio e contiene una richiesta di denaro, nel gergo comunemente utilizzato dai camorristi nei confronti degli imprenditori.

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