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Sgomberi, nuovo incontro tra le famiglie romene e il sindaco

Carmine AntropoliCAPUA. Dopo la minaccia di sgombero di una quarantina di famiglie rumene stanziali da anni (di cui solo una parte rom), si è costituito un comitato per la difesa dei diritti dei migranti presenti nell’ex campo profughi.

Il comitato, composto da associazioni, sindacati, forze politiche progressiste, avvocati e semplici cittadini, è stato ricevuto dal primo cittadino di Capua, Carmine Antropoli,per adottare una soluzione idonea alla sistemazione abitativa delle comunità. L’avvocato Salvatore Sica ha chiesto l’allaccio immediato dell’acqua la cui erogazione è stata interrotta dacinque giorni. Proprio per costringere le famiglie ad andare via, malizia qualcuno. Anche la presidente dell’Opera Nomadi, Nadia Marino, ha ribadito che un tale atto potrà essere denunciato alle autorità competenti per la presenza di bambini (frequentanti le scuole adiacenti) alcuni affetti da epilessia e da asma. Ha precisato che esiste già una denuncia del sociologo Luigi Manconi (presidente di “A buon diritto. Associazione per le libertà “) al sindaco Gianni Alemanno per la morte dei tre bambini rom nel rogo della loro baracca.

Il Comitato ha avanzato una serie di proposte pratiche per la risoluzione abitativa sottolineando che va evitato qualsiasi tipo di discriminazione tra gli abitanti in base alla diversa nazionalità, che eventualmente sarà denunciata alla stampa. Le proposte del comitato: permettere alle 5 famiglie di rumeni di ristrutturare a spese loro la palazzina accanto a quella dei polacchi mediante un’assegnazione di comodato d’uso; partecipare come Amministrazione comunale a garanzia del canone di fitto per l’ingresso in alloggi privati per le famiglie che hanno maggiori disagi. A tal fine redigere un elenco di edifici privati di proprietari disponibili a fittare e confrontare il censimento delle famiglie realizzato dai servizi sociali del comune con quello effettuato dalle associazioni.

Antropoli si è detto disposto ad accettare queste proposte e intervenire come garante presso coloro che per pregiudizio diffidano dall’affittare le loro abitazioni a stranieri provenienti dall’ex campo profughi che a causa del degrado ha cattiva fama. Il sindaco ha anche dichiarato di volersi adoperare quanto prima per bonificare dalla montagna di detriti dovuti alle demolizioni ma anche dai rifiuti di tipo umido che giacciono da mesi nell’area ex campo profughi.

L’Opera Nomadi ha precisato che per la mancata bonifica dei rifiuti imputriditi presenti (che sono una bomba epidemiologica sia per la comunità polacca che per quella rumena e soprattutto per i bambini) il sindaco è ritenuto pienamente responsabile, infatti è autorità sanitaria locale. In questa veste (ai sensi dell’articolo 32 della legge 833/1978 e dell’articolo 117 deldecreto legislativo 112/1998) può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica.

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