Campania

“Rifiuti in mare”, tornano liberi Catenacci e Di Gennaro

Catenacci-Di GennaroNAPOLI.Tornano liberi Marta Di Gennaro e Corrado Catenacci, rispettivamente ex vice di Bertolaso alla Protezione Civile ed ex commissario per l’emergenza rifiuti in Campania, …

… che erano agli arresti domiciliari dal 28 gennaio scorso nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli sullo sversamento illecito di percolato in mare. Lo ha deciso l’organo collegiale dei gip (giudici Francesco Chiaromonte, Bruno D’Urso e Luigi Giordano) che ha revocato la misura cautelare, a quanto si è appreso, per mancanza di esigenze cautelari poiché i due funzionari non rivestono attualmente incarichi pubblici. I giudici hanno disposto la remissione in libertà, per lo stesso motivo, anche di altri indagati.

Secono un’indagine dei carabinieri del Noe, Catenacci, ex commissario ai rifiuti della Regione Campania, e la Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile, insieme ad altri indagati, tra cui l’ex governatore campano Antonio Bassolino, avrebbero stretto un accordo illecito, tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione, consentendo, per anni, lo sversamento in mare, dal salernitano fino al casertano, di percolato, liquidoprodotto dalla fermentazione dei rifiuti nelle discariche.

Il 28 gennaio, oltre a Catenacci e Di Gennaro,assegnati ai domiciliari,erano finiti in carcere Lionello Serva, ex sub-commissario per i rifiuti della Regione Campania, Claudio Di Biasio, tecnico degli impianti del Commissariato, Generoso Schiavone, responsabile della Gestione acque per i depuratori della Regione Campania, e Mario Lupacchini, dirigente del settore Ecologia della Regione. In tutto sono 38 le persone indagate, fra cui l’ex presidente Bassolino, l’ex assessore regionale Luigi Nocera e l’ex capo della segreteria politica di Bassolino, Gianfranco Nappi.

Per Marta Di Gennaro è stato il secondo provvedimento cautelare, infatti la funzionaria è già coinvolta in un’inchiesta sempre in materia di rifiuti. Anche Catenacci è stato già indagato nell’ambito del suo ruolo di commissario per l’emergenza rifiuti ed attualmente è a capo della Sapna, la società provinciale per il riciclo dei rifiuti.

Durante il blitz che portò agli arresti, furono anche sequestrati documentiin diverse sedi istituzionali, come la Prefettura di Napoli, la Regione Campania ma anche la Protezione civile di Roma e in sedi di aziende. L’indagine, durata fino al luglio 2010 e a prosecuzione di quella conclusa nel maggio 2008,è nota con il nome di “Rompiballe”che portò all’arresto di 25 indagati e riguarda ex uomini politici, professori universitari, dirigenti della pubblica amministrazione e tecnici delle strutture commissariali che si sono avvicendati nella gestione dell’emergenza rifiuti in Campania dal 2006 al 2008.

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