Campania

Ranieri: “Pd da rifondare al Sud”. Primarie, scuse di Amendola

Umberto RanieriNAPOLI.Il Pd al Sud è da “rifondare”. Lo ha detto Umberto Ranieri, responsabile Mezzogiorno del partito e candidato alle primarie di Napoli, intervenendo all’Assemblea nazionale del Pd.

Ranieri ha illustrato il documento programmatico sul Mezzogiorno messo a punto dall’apposita commissione, al termine del quale ha fatto delle considerazioni sul Pd al Sud. “Pd nel Mezzogirno deve essere rifondato se vuole essere un argine alla corruttela e al malaffare”. Il Pd, ha aggiunto, “è malato al Sud”, ma può “tornare ad avere un ruolo”, se chiede ai propri dirigenti di “basare il proprio impegno sull’onestà”.

Altra condizione è evitare di dare spazio a “cinici avventurieri” che non possono che condurre ad “avventure elettoralistiche”. Ranieri ha infatti attaccato “gli avventurieri che affondano il partito nel Mezzogiorno e che creano solo avventure personalistiche per avere qualche preferenza in più”. La platea ha lungamente applaudito l’intevento di Ranieri, e il documento sul Mezzogiorno è stato approvato all’unanimità.

PRIMARIE, AMENDOLA SI SCUSA. “Senza retorica vi chiedo scusa per quanto è accaduto: siamo una comunità legata da un impegno e una lotta comune e per questo le mie scuse sono segnate da amarezza e inquietudine”. Lo ha detto Enzo Amendola, segretario regionale del Pd in Campania, intervenendo all’assemblea nazionale del partito, in riferimento alle primarie a Napoli. Amendola si è detto d’accordo con la necessità di una riforma delle primarie, ma ha invitato a affrontare questa problematica all’interno di una “rifondazione della democrazia nel Mezzogiorno”. Nel Sud, ha insistito, c’è bisogno di “una nuova democrazia” che permetta di superare i consensi che oggi raccoglie il centrodestra: “Non scordate che il mio dirimpettaio del Pdl (Nicola Cosentino, ndr) è considerato dalla Cassazione persona socialmente pericolosa”.

Secondo Amendola è il momento “di un cambio di stagione anche per noi nel Sud. La nostra identità non può essere un progressismo compassionevole con il degrado o costumi sociali al limite”.”Nel Sud si vince – ha aggiunto – se il cambiamento promesso non è una copia pragmatica del miracolismo della destra. Torniamo a vincere se diciamo la verità sulle cose che non vanno, i malcostumi dell’intermediazione, l’abitudine ad una macchina burocratica permeabile ai clientelismi, se siamo intransigenti contro chi strizza l’occhio all’illegalità “. Infine Amendola si è rivolto al Pd: “Dobbiamo cambiare noi stessi. Il nostro partito è bloccato da un esasperato correntismo, comportamenti privatistici, generazioni più anziane che non vogliono mollare il passo a chi non ha combattuto le loro guerre del passato, divisioni esasperate che al momento della scelta, come avvenuto per le primarie di Napoli, fa risaltare l’io sulla sfida collettiva”.

D’ALEMA: “RIVEDERE REGOLE PRIMARIE”. Le regole per le primarie vanno ripensate, “in nessun Paese si fanno così” Massimo D’Alema, a margine dell’assemblea nazionale del Pd, risponde così a chi gli chiede di chiarire il senso della battuta da lui pronunciata sulle primarie napoletane (“I numeri dimostrano che hanno votato molti meno cinesi di quel miliardo e trecentomila che secondo il nostro statuto avrebbero diritto”). Spiega D’Alema: “Io credo che la vicenda napoletana ci debba spingere a ripensare le regole delle nostre primarie, questo ho voluto dire. Le nostre sono primarie in cui può votare chiunque e questo le rende particolarmente rischiose, diciamo. In nessun paese si fanno così”. Infine il presidente del Copasir oggiunge: “Per quanto riguarda Napoli non posso ribadire per la terza volta ciò che ho già detto: auspico che al più presto si raccolga l’appello di Bersani per trovare una soluzione politica unitaria e uscire dalla spirale di recriminazioni che rischia di impedirci di arrivare uniti alle elezioni. Quindi, ognuno faccia ragionevolmente un passo indietro e si cerchi la soluzione condivisa”.

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