Campania

Droga dal Ghana al litorale domizio: 13 arresti in diverse regioni

 CASERTA. Dalle prime ore del mattino i carabinieri del comando provinciale di Caserta hanno dato esecuzione a 13 ordinanze di custodia cautelare in carcerepertraffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, sono state eseguite dai militari della compagnia di Santa Maria Capua Vetere ed hanno permesso di scoprire un gruppo criminale composto da italiani e stranieri dedito alla gestione di un vasto traffico di eroina e cocaina che, partendo dal Ghana ed attraversando le città di Amsterdam, Milano e Roma, giungeva fino al litorale domitio, in territorio casertano, dove veniva lavorata e successivamente utilizzata per rifornire le piazze di spaccio di Caserta, Latina, Frosinone, Vicenza, Ascoli Piceno e Teramo.

I destinatari delle ordinanze sono:Enzo Antonelli, 47 anni, di Fondi (Latina); Franco Cianfrocca, 40, di Alatri (Frosinone); Enzo Nallo, 57 anni, di Fondi; Giacomo Netturno, 40 anni, di Castel Volturno; Andrea Pompei, 25 anni, residente a San Benedetto del Tronto; Maria Sperini, 31 anni, nata in Svizzera, residente a Casatenovo (Lecco) e di fatto domiciliata a Castel di Lama; Daniel Oduro Ntiamoah, 46 anni, del Ghana, residente a Santorso (Vicenza); Lassad Ben Hamouda, 34 anni, tunisino, domiciliato a Martinsicuro (Teramo); Bannour Dhaker, 26 anni, tunisino, residente a Martinsicuro; Isaac Sarfo Yeboah, 33 anni, ghanese, residente a Castel Volturno; Kamil Mostafà, 38 anni, marocchino, Veronika Micanyova, 39 anni, slovacca, residente a Marctinsicuro; Julious Samson, 33 anni, della Sierra Leone, domiciliato a Mondragone, in località Pescopagano.

L’attività d’indagine, iniziata nell’ottobre 2007 dai carabinieri della stazione di Grazzanise (Caserta) nei confronti di un gruppo di persone dedite a vario titolo all’importazione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” ed “eroina” ha consentito di identificare 15 soggetti, prevalentemente di origine nord-africana, che, utilizzando come base logistica la zona di Castel Volturno, provvedevano alla distribuzione della droga anche in altre province attraverso una ramificata organizzazione.

Le indagini hanno svelato uno spaccato inquietante in un territorio, quello della provincia di Caserta, da sempre martoriato e devastato non solo per i riflessi di eventi naturali ma anche e soprattutto per la presenza di organizzazioni criminose che ne hanno fortemente rallentato o meglio impedito lo sviluppo. Da circa un decennio, inoltre, nel medesimo territorio sono aumentati in misura esponenziale gli insediamenti di popolazioni extracomunitarie che, attraverso la collaborazione di loro connazionali nel paese di origine e con la colpevole connivenza dei cittadini italiani proprietari di case soprattutto nel litorale domitio, hanno creato delle vere e proprie colonie dove si programmano e si decidono le strategie delle più svariate attività, in gran parte illecite. Ciò testimonia che solo una piccola parte degli extracomunitari entrati clandestinamente nel nostro paese riesce a trovare un lavoro “pulito” e che, viceversa, la stragrande maggioranza o viene sfruttata per lavori a nero mal pagati o peggio vive di attività illecite, quali lo sfruttamento della prostituzione. il traffico di droga, il riciclaggio di autovetture rubate e la contraffazione di beni di marca e di cd.

L’endemica carenza di lavoro in zone ad alto tasso di disoccupazione e la radicata presenza di organizzazioni camorristiche hanno reso ancor più agevole e quasi automatico l’inserimento dei cittadini di origine africana e non solo nell’ambito del “malaffare” e più difficile l’azione di contrasto, già fortemente impegnata a contenere la criminalità casertana e napoletana operante nel territorio di Castel Volturno (Caserta) e limitrofo. I soggetti coinvolti nel traffico di sostanze stupefacenti oggetto dell’attività investigativa svolta dai carabinieri di Grazzanise, in larga misura di origine africana, sono entrati clandestinamente nel nostro paese e, raggiungendo i loro connazionali, hanno fissato la loro dimora nell’area compresa tra Giugliano in Campania (Napoli) e Castel Volturno dimorando in edifici, spesso in pessime condizioni igienico sanitarie, trasformati in basi logistiche e di spaccio di droga.

Le indagini, pur avendo raggiunto importanti risultati, non hanno evidentemente costituito per il gran numero di extracomunitari presenti suI territorio un efficace deterrente anche e soprattutto per le gravi condizioni economiche in cui versa la quasi totalità degli stessi e la impossibilità di procurarsi lavori leciti ed equamente remunerati. Del resto le modalità di ingresso nel nostro paese con barconi colmi di persone ed in pessime condizioni e quelle di trasporto delle droghe, occultamento nell’apparato digerente, offrono chiaramente il quadro della disperazione in cui versano i soggetti coinvolti nei traffici illeciti, atteso che, sia l’ingresso nel nostro territorio che l’ingestione degli ovuli, anche in numero elevato, pongono a serio rischio la stessa vita degli immigrati e dei corrieri. L’esperienza giudiziaria ha, inoltre, evidenziato i limiti della azione preventiva e repressiva delle autorità derivanti soprattutto dalla difficoltà di identificare i soggetti fermati, tutti privi di documenti o con documenti falsi, e dalla scarsa collaborazione dei loro paesi di origine.

L’attività investigativa, condotta mediante intercettazioni telefoniche, video-riprese, pedinamenti e riscontri di polizia giudiziaria (arresti in flagranza e sequestri di sostanze stupefacenti), è stata avviata a seguito della denuncia del fratello di un giovane tossicodipendente che, disperato per le condizioni del familiare, si era rivolto ai carabinieri di Grazzanise fornendo informazioni ed indicando i nomi degli spacciatori ed i luoghi in cui avvenivano le cessioni.

Lo stupefacente venivaimportato dal Ghana, trasportato da corrieri africani attraverso l’Olanda, mediante occultamento nella cavità anale e consegnato a Castel Volturno, statale Domiziana, presso l’abitazione di un ghanese che era una vera e propria centrale dello spaccio: qui lo stupefacente veniva lavorato e ceduto ad altri spacciatori provenienti soprattutto dalle province di Latina, Frosinone, Teramo, Vicenza e Ascoli Piceno, che provvedevano successivamente a smerciarlo al dettaglio.

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