Aversa

Oliva chiede confronto pubblico al sindaco. E a Mazzarella ritirano il tesserino

Giuseppe OlivaAVERSA. Il “Comitato Strisce Blu”chiede al sindaco Ciaramella di confrontarsi in un dibattito pubblico. Il ‘guanto di sfida’ lo lancia il presidente del sodalizio, Giuseppe Oliva, …

… per il quale, attraverso il confronto, il sindaco “la smetterà di accusare il Comitato di voler danneggiare la sua immagine, i documenti parlano da soli e i cittadini conoscono bene la verità”. Nel corso della conferenza stampa tenuta all’indomani del sequestro del Parco Pozzi, il primo cittadino parlò di “personaggi che, per motivi strettamente personali, e non legati alla vita amministrativa, attaccavano l’amministrazione comunale ed in particolare il sindaco”. Tra quelle persone additate da Ciaramella c’è proprio Oliva che ora commenta: “Il sindaco ha sfogato tutta la sua frustrazione per l’ennesimo fallimento del suo operato, accusando e diffamando il Comitato Strisce Blu e il sottoscritto. In quella conferenza stampa, il sindaco ha spaziato dalle bugie alla diffamazione, con deviazioni anche nella violazione della privacy”. E qui Oliva annuncia: “Non solo respingiamo con forza tutte le accuse ma trascineremo in tribunale tutti i responsabili degli illeciti commessi nei verbali e nel piano parcheggi in tribunale”.

La disputa tra Oliva, che sostiene l’illegittimità delle strisce blu, e il sindaco Ciaramella, ormai va avanti da tempo. Tra denunce, vere e/o paventate, e dichiarazioni a mezzo stampa, non si placa la polemica. Ora la parola passa al sindaco che dovrà accettare o meno il confronto pubblico chiesto da Oliva. Certo è che, indipendentemente, dalla scelta del primo cittadino, di Oliva e Ciaramella e delle loro dispute ne sentiremo ancora parlare.

Intanto, nei giorni scorsi, Saverio Mazzarella, responsabile delle guardie zoofile della Lida di Aversa – colui che sequestrò il Parco Pozzi e che, insieme ad Oliva, rientrerebbe nel gruppo di “personaggi” citato da Ciaramella – si è visto ritirare dalla Provincia di Caserta il decreto per esercitare la sua attività, ciò a causa di alcuni carichi pendenti. Ma per Mazzarella le motivazioni sono ben altre: “Vogliono neutralizzarmi, perché ho dato fastidio”.

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