Teverola

1500 pratiche edilizie trafugate dall’ufficio tecnico

 TEVEROLA. Centocinquanta faldoni contenenti circa 1500 pratiche edilizie sono stati trafugati dalla casa comunale più di un mese fa.

In quell’occasione i ladri sembra non abbiano lasciato alcuna traccia. Nessun segno di effrazione è stato infatti rilevato sui dispositivi di chiusura dell’archivio comunale, come si evince dalla denuncia redatta dalla polizia municipale di Teverola e inviata ai carabinieri della locale stazione.

L’episodio risale al 14 dicembre scorso ma solo oggi ne dà notizia il gruppo di opposizione “Patto per Teverola” attraverso il consigliere comunale Biagio Pezzella. “Da allora – dice Pezzella – l’amministrazione comunale non ha messo in campo alcuna iniziativa per il recupero della memoria storica edilizia andata perduta. Eppure si tratta di atti che contengono procedimenti per il rilascio di concessioni edilizie. Oltre che a singole abitazioni, parliamo anche di lottizzazioni, Pip e centri commerciali. Atti, quindi, di non poco conto e soprattutto relativi anche a licenze illegittime come quelle che hanno consentito, a dispetto dei divieti esistenti, l’abbattimento e la ricostruzione con notevole aumento della cubatura in pieno centro storico”.

L’opposizione, a tal proposito, ha chiesto per iscritto al responsabile dell’area tecnica delucidazioni circa la possibilità di interventi per i fabbricati ricadenti nella zona A (centro storico), ricevendo risposta scritta nella quale si evidenzia, fa sapere lo stesso Pezzella, “l’impossibilità di qualsivoglia di intervento di modifica dello stato dei luoghi, fatto salvo per il restauro conservativo”. “Eppure – sottolinea il consigliere della minoranza – passeggiando per via Roma si può notare una situazione completamente diversa da quella consentita, tanti sono gli esempi di trasformazione, anche molto evidenti dell’esistente”.

Sempre in tema di “sparizioni”, proprio il consigliere Pezzella, nell’ottobre scorso, denunciò la scomparsa del registro delle delibere presso l’ufficio segreteria. Ma in quella circostanza non si trattò di un furto bensì di un provvisorio smarrimento nell’andirivieni degli uffici, anche se, diceva il consigliere, gli atti devono essere sempre a disposizione dei rappresentanti dell’Assise.

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