Santa Maria C. V. - San Tammaro

Limardi: “Tre anni e sette mesi da dimenticare”

Maria Limardi SANTA MARIA CV. La consigliera comunale uscente Maria Limardi commenta, in una lunga disamina,lo scioglimento dell’amministrazione Giudicianni. E inizia col paragonare l’ex sindacoa Frank Sinatra, citando le parole “Ho vissuto una vita piena, ho viaggiato su ogni strada e su tutte. Ma soprattutto l’ho fatto a modo mio” (My way).

Nell’ormai famoso 11 giugno 2007 (famoso per la sua vittoria al ballottaggio) il sindaco Giancarlo Giudicianni iniziava la sua avventura sostenuto dal partito della Margherita e, tenete bene a mente, unitamente da Rifondazione Comunista e da tante liste targate “Di Muro” che lo portarono alla vittoria.Fu un giorno importante, dal punto di vista politico, per la prima volta nella storia della Città, una alleanza – coalizione centro e centrosinistra – che ricomprendeva persino Rifondazione Comunista, si insediava al governo della cittàPrometteva di affrontare le sfide dell’innovazione e del cambiamento con la partecipazione della collettività tutta alle decisioni fondamentali ed in primis con il contributo dei giovani che aveva schierato in campo, facendogli credere di recepire le loro proposte e/o osservazioni ed attuarle.

Per me una città senza l’energia dei giovani è destinata a spegnersi. Dichiarava che c’era molto da fare ed il compito non era facile ed aveva ragione. Infatti, la nostra pubblica amministrazione, priva di un buon governo, era stata incapace di leggere le trasformazioni in atto e di adeguare la macchina amministrativa alle nuove soluzioni imposte dal mutato quadro normativo, in quanto è l’apparato amministrativo che su indirizzo politico tramuta idee e/o progetti in atti/fatti. Quindi, subito ci si dovevano rimboccare le maniche e mettersi all’opera, lavorando nell’immediato ad una vera ristrutturazione dell’Ente Comune, tirando fuori le idee per re-inventare un nuovo modo di essere amministrazione pubblica, in quanto sarebbe dovuto essere un laboratorio attivo ed operoso per realizzare il programma elettorale sottoscritto dalla coalizione vincente.

Si pensava, già dal giorno dopo la vittoria, come attuare un diverso rapporto tra amministratori, dirigenti e dipendenti per creare un nuovo modo di agire e gestire che si avvicinasse sempre di più ai cittadini. Insomma, creare un’amministrazione che rispondesse ai bisogni, necessità e richieste di chicchessia, facendo intendere che si volevano ristabilire regole certe uguali per tutti,a difesa dei diritti di tutti.

Nel programma elettorale e nei sui discorsi quante promesse di cambiamento sono poi risultate promesse da marinaio! La solennità è andata man mano a farsi benedire dall’assoluto grigiore di idee prodotte, dall’andazzo gestionale che ci ha fatto rimpiangere il passato cosi vituperato da tanti, sulla assoluta assenza di trasparenza, da una prepotenza e arroganza nel fare, dalla commistione di interessi come platealmente emersa in tante sedute di consigli comunali, sedute di commissioni consiliari e “radio bar”. Quanto di importante sia stato fatto dal punto di vista del cambiamento reale, lo abbiamo visto e seguito passo passo. Personalmente parto dal presupposto, così come la mia amica edex consigiliere Borgia, che chi si candida a gestire la cosa pubblica, abbia a cuore il benessere della città, delle persone che vi abitano, che operi nella più assoluta trasparenza e non compiaccia lobby e corporazioni, che combatta i privilegi. In altri termini: senso del bene pubblico, ossia dei cittadini che abitano la città, unito al rispetto delle regole, sono le sole bandiere che noi concepiamo per governare.

Tornando indietro all’11 giugno 2007, mi riferirono che al suo primo discorso dopo una settimana circa tenutosi in Piazza Matteotti era emozionato, non lo nascondeva, e prometteva ai cittadini sammaritani l’inizio di una rinascita per la città, elogiando i suoi alleati per aver creduto in lui. Ciò mi riportarono gli amici telefonicamente, in quanto – pur candidata in diversa coalizione – non ero presente in città per problemi personali molto più importanti, anche se insieme alla ex cons. Borgia in ex equo ero stata la donna più votata. Ebbene, anche se mi vanto di non aver fatto parte di quella squadra alla mia prima esperienza politica, non posso gioire di aver fatto parte, seppur candidata in una lista civica di un’altra coalizione che, avendo tra le fila persone che di politica – credevo allora – avevano certamente esperienza da vendere rispetto a me, neanche per un momento avrebbero dovuto avere dubbi di sedersi in maggioranza , mettendosi a braccetto con i vincitori; anzi dirò di più, questo però posso affermarlo solo ora alla luce di quanto accaduto, dovevano con la loro esperienza porre un veto e far capire a chi ciò, in buona fede ed inesperienza, lo approvava che il popolo sovrano aveva già bocciato la loro coalizione in sede di ballottaggio. Questa esperienza per me equivale a 3 consiliature.

Oggi nessuno può definirmi novellina! Ed io, ahimè, seppur per pochi mesi perché entrata in seconda battuta, ero da sola in mezzo a uomini, metodologie e mentalità che non mi appartenevano. Quante volte ho pensato che era meglio rimanere a casa, ma mai e poi mai mi sarei dimessa per fare spazio a chi non avrebbe mai assunto le posizioni che ho assunto prima e dopo con l’amica consigliera Emilia Borgia. Cara Emilia, benedico tuo maritoche fu il mio “garante” – mi conosceva già – e ti rassicurò dicendoti di essere serena perché su di me potevi contare. Quando ti telefonai e venni al tuo studio da sola (prima che tu entrassi in consiglio) ti anticipai il mio disagio e ti consigliai di meditare su ciò che, per lealtà e rispetto nei confronti di Mauro, sentivo di riferirti, illustrandoti lo scenario che si era creato, perché tu dopo la sconfitta del 2007 mi confidasti non volevi di politica più saperne. Quanto mi raccontasti e quante cose mi dicesti da veterana e quante cose compresi da neofita… Dopo qualche giorno mi chiamasti, ci stringemmo la mano e suggellammo il nostro patto, mai tradito da allora e per nulla in cambio a maggior ragione tradiremmo oggi! E’ valsa oro questa esperienza in termini umani: ho incontrato una vera amica a cui oggi mi legga un grandissimo affetto! Tornando a Giudicianni ed ai suoi pseudo amici d’avventura, dal primo momento si capì che lingua parlavano, perché dopo pochi mesi tradirono uomini e programmi e la gente comune iniziava ad intuire i panni che vestivano, fino ad arrivare adappena un anno di mandato a concretizzarsi il primo ribaltone targato Campochiaro/Valiante o meglio così si disse.

Quindi, definirlo traditore gli è dovuto come è dovuto ai suoi fidi amici, perché chi tradisce subisce la stessa sorte prima o poi. E per sostenere questo mio giudizio, userò le sue parole, i suoi pseudo concetti universali, il suo tubolario (frasi del tubo,quelle cioè che tu puoi infilare in qualsiasi discorso che fanno sempre un bell’effetto ma sono di zero sostanza se lasciate senza spiegazioni..) che ha usato in tanti incontri pubblici e non, e che riporto andando a memoria. Ad esempio: Dobbiamo amministrare la città mettendo in campo iniziative che non devono essere strumentalizzate perché qui nessuno vuole comandare, ma governare ed io mi trovo a non avere mezzi, strumenti e risorse umane con spiccate capacità; La volontà dei cittadini è stata espressa in maniera inequivocabile a favore della coalizione del centrosinistra, ma io sono il sindaco di tutto e parlo e ricevo tutti, compresa la minoranza. E’ l’opposizione, in una società libera, è l’elemento speculare, imprescindibile, di un governo democratico (si preparava già a governare con il Pdl); Credo nell’importanza del Consiglio Comunale e, pertanto, il mio impegno è totale, affinché la mia maggioranza partecipi alle iniziative poste in essere fattivamente oltre che a quelle da porre in essere. Credo fermamente che c’è bisogno della collaborazione anche delle professionalità inserite in seno alla minoranza per operare non solo con trasparenza e chiarezza, informandole in primis su progetti da mettere in campo e realizzare prima ancora di chiamarle ad esprimersi nelle sedi istituzionali nel rispetto delle regole previste dalle normative per il bene della città, ma anche per recepire osservazioni, idee, progetti, ed iniziative a beneficio di tutti; All’interno del Comune non ci sono nemici che si affrontano e non c’è occupazione del potere. C’è confronto e dialogo….Basta venire, non allontanarsi, partecipare, chiedere, ect….; La mia maggioranza ha dimostrato serietà, trasparenza, lungimiranza e capacità di far seguire i fatti alle parole, riesce tra mille difficoltà a pensare al domani per perseguire obiettivi di sviluppo ed azioni di crescita sociale; Le scelte che abbiamo operato e riguardano i sammaritani sono dalla gente comune condivise e mi approvano; ricevo consenso alle mie azioni da singoli, gruppi, associazioni di volontariato, sociali, sportive, culturali che mi esprimono la loro approvazione; Per ogni provvedimento ho cercato sempre la maggiore condivisione possibile, ma una parte dell’opposizione cerca in maniera strumentale di discreditare tutto ciò che faccio con la mia squadra.

L’operato di Giudicianni & company: il nulla relativamente a:
Strisce blu;

Verde pubblico;

Mulino parisi;

Mulino buffolano;

Palazzo schiavone (alloggi parcheggi);

Piano casa;

Palazzo mariotti;

Rivalutazione centro storico;

Tribunale;

Ospedale;

Mutui e debiti fuori bilancio a più non posso;

Ex tabacchificio;

Ex italtel;

Stu – via olanda;

Rilancio attivita’ produttive;

Puc;

Put;

Piano sicurezza;

Trasparenza amministrativa e pubblicità degli atti. Ancora non abbiamo un sito comunale da cui si possono attingere tutti gli atti;

Dirigenti appartenenti solo ad amici;

Incarichi e consulenze attribuiti per tenere la poltrona;

Nomina di city manager in contrasto legge;

Diritto d’accesso ostacolato ai consiglieri di minoranza;

Ampia partecipazione negata (pasti già cotti);

Cronache locali piene di atti di cecità, raggio corto – anzi cortissimo – e litigiosità;

Regolamento Referendum Popolare;

Occupazione di potere e poltrone = spartizione di posti da occupare, pesando gli incarichi in base a compensi ed importanza (tenere numero legale);

Commissioni consiliari = miriade di regolamento scritti da altri che hanno sfarfalleggiato in sedute consiliari pieni di refusi per superficiali copiature di altre realtà (accaduto in tante occasioni);

Commissione edilizia integrata;

Incarichi ufficio tecnico a iosa;

Progressioni verticali;

Concorsi ad personam;

Nomine revisori per tenere il numero legale;

Nomine nucleo valutazione idem;

Attribuzione di incarichi legali idem;

Riduzione spese personale: patto di stabilità non valido solo per S.Maria C.V. Con elargizione incentivazione e straordinario a piu’ non posso (vedi determine);

Feste, sagre, gite, e panzarotti;

Contributi a tutti gli amici ed agli amici degli amici;

Cambi di casacche a volonta’;

Cambi giunte con andirivieni di assessori anche votatissimi;

Assessorati tenuti da taluni in precedenti mandati consiliare e riassegnati per tenersi buono qualcuno;

Occupazione giovanile – sport;

Edilizia scolastica;

Manutenzione o rifacimento strade (via Merano si);

Campo sorbo;

Cdr attuale stir;

Societa’ a compartecipazione comunale passive ed inestistenti;

Ufficio unico di spesa: ancora non capisco il senso se ogni settore continua a comprare per i fatti suoi carta , toner, software, p.c., stampanti, ect (vedi determine) ma si conosce Consip e mercato elettronico on line;

Contenimento spesa pubblica;

Avete da riflettere per tre anni e 7 mesi………….

La lista è ancora più lunga, ma preferisco soffermarmi su un argomento che più mi sta a cuore ed è il sociale che e’ stato gestito solo con favoritismi. Nulla è stato fatto:

Buoni spesa da miseria;

Gite e gitarelle senza senso (si potevano utilizzare i soldi diversamente);

Assistenza anziani soli ed allettati;

Sostegno economico ai nuovi poveri perche sono tanti che non arrivano alla seconda settimana del mese o che hanno perso il lavoro;

Alloggi per chi non ha i soldi per un pasto quotidiano e figuriamoci per pagare un affitto;

incarichi pero’ ufficio piano sempre attribuiti e retribuiti;

Assunzioni infinite a tempo indeterminato per i “fedelissimi”;

Supporto economico sanitario – pagamento ticket – imposto dal presidente Caldoro per risanamento sanita’;

e poi e poi…

Finalmente basta. A casa tutti. Io con qualche amico in più incontrato nel mio percorso, voi neanche quello e, forse, qualcun che avevate l’avete perso per strada. Sperando che la prossima amministrazione ci faccia tornare ad essere fieri della nostra città.

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