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Torna in Italia la salma di Miotto. Il padre: versioni discordanti sulla morte

il feretro di Miotto arriva a CiampinoROMA. Il C-130 dell’Aeronautica militare italiana con la salma del caporal maggiore Matteo Miotto, 24 anni, ucciso venerdì scorso in Afghanistan in una base avanzata del Gulistan, è atterrato alle 10.08 all’aeroporto di Ciampino.

A bordo dell’aereo, anche il generale Giorgio Cornacchione, comandante Centro operativo vertice interforze. Nel pomeriggio camera ardente, dalle 16.30 alle 19, al policlinico militare del Celio. Le esequie solenni si terranno nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli, a Roma, lunedì alle ore 11. Poi la salma partirà per Thiene, dove sarà allestita una seconda camera ardente. La salma sarà tumulata nel cimitero di Thiene.

ACiampino i familiari del caporal maggiore Miotto e la sua fidanzata Giulia, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro della difesa, Ignazio La Russa, il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, e il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.

Assente il presidente Napolitano, colpito da influenza. Il generale Camporini ha comunicato ai genitori di Miotto l’impossibilità del capo dello Stato ad essere presente: “Napolitano – si legge in un comunicato stampa – non potrà neanche partecipare alle sue esequie funebri, ma ha assicurato il proprio intendimento di incontrare i genitori dell’alpino caduto alla prima occasione utile, possibilmente in una sua prossima visita istituzionale in Veneto”.

Come per il rientro di altre salme di militari caduti all’estero, si è ripetuto il rituale con il ministro della Difesa, Ignazio La Russa che, al posto del capo dello Stato, ha appoggiato entrambe le mani per alcuni secondi sul feretro. Impossibile per mamma Anna, papà Francesco e la fidanzata Giulia, poco distanti, trattenere le lacrime. Subito dopo l’ultima “carezza” data da La Russa, un trombettiere del 7° Reggimento alpini di Belluno ha eseguito le note del “Silenzio”, che hanno riecheggiato in tutto l’aeroporto. Portato in spalla da sei commilitoni, il feretro, seguito dai familiari e passando davanti ad un picchetto d’onore, ha raggiunto un carro funebre fermo ad un centinaio di metri dalla piazzola di parcheggio riservata all’aereo.

“E’legittimo chiedere come è morto un figlio. – aveva detto sabato Francesco Miotto, 63 anni, papà di Matteo – Mi hanno chiamato i suoi comandanti dall’Afghanistan dicendo che era stato colpito ad una spalla, poi adesso si parla di un colpo che l’avrebbe raggiunto al fianco. I dubbi, come si vede, non li ho avanzati io, ci sono delle versioni che non sono concordanti. Non voglio alzare polemiche e posso capire che nei momenti concitati di un fatto come questo ci siano delle versioni discordanti. Ma noi famigliari vogliamo capire cosa è successo. L’esame autoptico lo faranno per questo”.

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