Italia

Rubata la salma di Mike Bongiorno dal cimitero di Arona

Mike BongiornoMILANO. Scoperta choc al cimitero della frazione Dagnente di Arona (Novara) dove nella notte è stata trafugata la salma di Mike Bongiorno, scomparso l’8 settembre 2009.

Ignoti hanno rotto la lapide della tomba del noto presentatore televisivo e prelevato il feretro. Il fatto è stato denunciato in mattinata dal custode del cimitero. Sul posto i carabinieri e i colleghi del Ris di Parma, giunti in elicottero.

Finora non è arrivata alcune rivendicazione del furto e non risultano richieste di denaro.Nella stessa zona, era il 2001, vennetrafugata la bara del banchiere italianoEnrico Cuccia ai fini di riscatto, poi ritrovata. In quell’occasione furono arrestati anche i responsabili, due operai.

“I LADRI ALMENO IN 5”. Gli investigatori sono convinti che la banda fosse di almeno cinque elementi perché la bara era molto pesante e per trasportarla a spalla per i viali del cimitero sarebbero state necessarie almeno quattro persone. Inoltre – altro particolare del quale sono convinti i carabinieri – il feretro è stato poi portato via con un mezzo, probabilmente un furgone: una quinta persona stava aspettando gli altri alla guida del mezzo e, in più, potrebbe esserci stato qualche “palo” a controllare che tutto filasse liscio.

IL FIGLIO: “SIAMO SGOMENTI”. Michele Bongiorno junior, figlio primogenito di Mike, commenta l’episodio: “Siamo sgomenti e increduli. Ci siamo raccolti in famiglia davvero sgomenti. Non ci sono parole per commentare l’accaduto è successo questa notte e l’abbiamo saputo un’ora fa. Adesso ci sono le forze dell’ordine che se ne stanno occupando, noi non abbiamo davvero parole”. Il sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli, si è messo in contatto con la famiglia, reputando la notizia “drammatica e terribile”. Il celebre conduttoremorì nella sua residenza diMontecarlo, all’età di 85 anni, colto da un infarto. La notizia della sua morte sconvolse il pubblico, affezionato al “re del telequiz”, ma anche la famiglia (Mike appariva in buona salute e aveva da pochi mesi firmato un contratto con Sky per una nuova trasmissione, RiSkytutto).Affollatissima la camera ardente, ospitata negli studi di Cologno Monzese di Mediaset, con cui Mike aveva collaborato dal 1977 fino al mancato rinnovo del contratto, a fine 2008. Il 12 settembre si tennero i funerali di Stato nel Duomo di Milano alla presenza di autorità, personaggi dello spettacolo e circa 10mila persone.

IL PARROCO: “NON SI HA PIU’ RISPETTO PER NESSUNO”. “E’ il segno del mondo in cui viviamo, dove non c’e’ piu’ rispetto per nessuno”, commenta all’Agidon Mauro Pozzi, parroco della Chiesa di San Giovanni Battista a Dagnente. “Non vedo alcun motivo per un gesto simile”, ha aggiunto, “se non un possibile tentativo di estorsione”.”Di notte il cimitero è chiuso con un cancello elettrico, – ha poi spiegato – ma non ci sono né telecamere né altro. Ho un dubbio che possa esserci qualche collegamento con il caso Cuccia, ma non so”.

COLLI: “SPERO NON SIA DISPETTO A BERLUSCONI”. “Un gesto vile e che mi porta una profondissima tristezza. Un atto di una violenza morale atroce”, così la senatrice del PdlOmbretta Colli condanna il furto della salma, augurandosi che “Mike non abbia pagato anche dopo la morte la sua amicizia con Silvio Berlusconi” e che il furto delle spoglie “non sia un dispetto al presidente del Consiglio”, in questi giorni in cui, aggiunge, “tutti parlano male del premier”. “Spero – conclude la Colli – sia un insano gesto di pazzia e non di vergognosa e gratuita cattiveria”.

CRIMINOLOGO: “O PER SOLDI O PER FETICISMO”. “Un motivo può essere legato ai soldi – ha spiegato all’AdnKronos il criminologo Francesco Bruno – a una richiesta di riscatto. Si tratta di un personaggio molto noto, si pensa quindi che sia più facile estorcere il pagamento di una somma di denaro”. “Un secondo motivo che può spingere ad un tale atto è la volontà inconscia di identificarsi nel personaggio, un modo per entrare a far parte del meccanismo mediatico e del mito di una persona nota. Una sorta di feticismo passionale – ha proseguito Bruno – in cui i responsabili esprimono il loro desiderio di condividere qualcosa, di essere vicini a tali personaggi”. “In passato la stessa cosa è accaduta anche per le salme di coloro che erano in odore di santità, ma in quel caso – ha concluso – la ragione era più probabilmente legata alla volontà di ottenere una sorta di ‘benedizione’ possedendo un’importante reliquia”.

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