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Roma, Alemanno azzera la giunta: “Ora la seconda fase”

Gianni Alemanno ROMA. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno con due ordinanze ha revocato tutte le deleghe alla giunta capitolina e ai consiglieri delegati.

La decisione arriva nel giorno in cui il Sole 24 Ore registra un calo del gradimento del sindaco da parte dei romani di cinque punti rispetto allo scorso anno, in una fase segnata dalle vicende della parentopoli nelle municipalizzate. Per quanto improvvisa, la decisione non giunge inaspettata: di un rimpasto in Campidoglio si era iniziato a parlare nello scorso settembre. Il Pd chiede intanto le dimissioni di Alemanno.

“La Giunta capitolina a norma di statuto, dovrà essere nominata nuovamente entro il più breve tempo possibile. – si legge in un comunicato del portavoce Simone Turbolente – Obiettivo del sindaco è quello di nominare i nuovi assessori e i nuovi consiglieri delegati entro giovedì 13 gennaio. Per giungere a questo obiettivo il sindaco ha chiesto al vicesindaco Mauro Cutrufo, all’on. Alfredo Antoniozzi e al capogruppo del Pdl Luca Gramazio, oltre ai vertici del Pdl, di affiancarlo nelle consultazioni e nelle valutazioni”. La giunta uscente, oltre al sindaco Alemanno e al vicesindaco Cutrufo, è composta da Enrico Cavallari (Personale e al Decentramento amministrativo), Maurizio Leo (Bilancio e allo Sviluppo economico), Alfredo Antoniozzi (Patrimonio, Casa e Progetti speciali), Umberto Croppi (Politiche Culturali e Comunicazione), Sveva Belviso (Politiche sociali), Marco Corsini (Urbanistica), Sergio Marchi (Mobilità e Trasporti), Laura Marsilio (Scuola, Famiglia e Infanzia), Davide Bordoni (Attività produttive, Lavoro e Litorale), Fabio De Lillo (Ambiente) e Fabrizio Ghera (Lavori pubblici e Periferie).

Le ipotesi sul tavolo sono quelle del sacrificio di Marchi e De Lillo, che farebbero spazio a due consiglieri del gruppo Pdl da premiare per il lavoro svolto in Campidoglio. Inoltre deleghe più leggere per Cavallari, Marsilio e il finiano Croppi; infine il rimescolamento delle carte per gli altri assessori. Alemanno starebbe lavorando per arrivare alla nuova giunta entro giovedì prossimo. Tra i consiglieri in odore di promozione in pole c’è Antonello Aurigemma, esponente del Laboratorio Roma del Pdl, presidente della commissione Politiche della Mobilità e Trasporti, il più papabile come successore di Marchi. Non ci sarebbe invece spazio per l’ingresso di esponenti di altri partiti e sembra accantonato l’ingresso di nomi pesanti, come i big romani del Pdl (i parlamentari Vincenzo Piso, Fabio Rampelli, Marco Marsilio e Beatrice Lorenzin).

“Si è conclusa una prima fase del governo comunale – spiega Alemanno in una nota – che ha ottenuto importanti risultati come l’approvazione del piano di rientro dal debito ereditato dalle precedenti amministrazioni, l’avvio della trasformazione del Comune in Roma Capitale e la definizione dei progetti più importanti del Piano Strategico di Sviluppo. Ora è necessario lavorare per fare in modo che questi progetti e i nuovi poteri di Roma Capitale vengano rapidamente calati sul territorio con una grande attenzione alla qualità della vita dei cittadini e dei quartieri. Per questo motivo è necessario avviare un cambiamento della giunta che fissi per ogni assessore, le deleghe, gli obiettivi prioritari, secondo un preciso cronoprogramma e le regole politiche che garantiscano la piena sintonia con le categorie sociali e produttive della città. Tutto questo in vista della riunione degli Stati generali della città convocati per il 9 e 10 febbraio presso il Palazzo dei Congressi dell’Eur e in cui sarà presentato il piano strategico di sviluppo e il Comitato promotore della candidatura alle Olimpiadi del 2020”.

“L’azzeramento della Giunta deciso oggi dal sindaco Alemanno è la dimostrazione più lampante del fallimento di questa gestione della destra romana. A questo punto per coerenza si dovrebbe dimettere anche il sindaco visto che l’incapacità totale di questa Amministrazione è soprattutto colpa sua – afferma Marco Miccoli, segretario del Pd Roma – Non era mai successo che dopo appena due anni e mezzo una Giunta della Capitale d’Italia fosse revocata in questo modo. La città allo sbando è ora ufficialmente anche senza governo”. Il commissario del Pd Lazio, Vannino Chiti, parla di scelta disperata di Alemanno: “Il malgoverno e gli scandali hanno reso palese il fallimento della destra che governa Roma. Seppur in ritardo, Alemanno si arrende all’evidenza dei fatti cercando di uscire dall’angolo con una decisione disperata. Ma, di fronte ad un esito come questo, è difficile pensare che sia sufficiente un tardivo azzeramento della giunta. Con questa scelta il sindaco dichiara di voler avviare un cambiamento che fissi per ogni assessore le deleghe, gli obiettivi e le regole che garantiscano la piena sintonia con le categorie sociali e produttive della città. È d’obbligo una domanda: con quale criterio aveva nominato i suoi assessori all’atto dell’insediamento? Alemanno deve spiegare molte cose, dallo scandalo di parentopoli fino alla sua rinuncia alla gestione dei rifiuti della città di Roma. Ora deve spiegare ai cittadini anche quest’ultima mossa e assumersi le sue responsabilità”.

“Sono contento che finalmente il sindaco Alemanno, dopo averlo più volte dichiarato, abbia preso definitivamente atto della debolezza della sua giunta in alcuni settori vitali dell’amministrazione e abbia deciso per un rimpasto – dice l’eurodeputato e coordinatore romano di Fli, Potito Salatto – Mi auguro che il calo di popolarità del primo cittadino e l’esigenza di una politica di cambiamento siano la spinta propulsiva per dare un nuovo assetto amministrativo alla capitale, in piena autonomia e secondo i poteri che la legge attribuisce al sindaco nella scelta dei suoi collaboratori. Noi di Fli non abbiamo nulla da chiedere e ci impegneremo a sostenere politicamente un nuovo assetto che risolva finalmente i problemi storici della capitale e dia ai cittadini quelle risposte che attendono da Alemanno sin dal momento della sua elezione”.

“Le chiacchiere stanno a zero: la possibilità che l’Udc entri nella giunta comunale di Roma semplicemente non esiste”, dice il segretario Lorenzo Cesa, smentendo in partenza ogni voce su un possibile ingresso nella giunta di esponenti dell’Udc. Cesa nel pomeriggio ha incontrato i consiglieri comunali centristi Alessandro Onorato e Francesco Smedile. Anche il leader de La Destra Francesco Storace, a chi lo interpella, dice solo di aver appreso la notizia dalle agenzie di stampa e di non aver sentito il sindaco.

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