Italia

Fiat Mirafiori, al via il referendum

 TORINO.Al via il referendum tra i lavoratori sull’accordo per Mirafiori tra Fiat e sindacati, sottoscritto lo scorso 23 dicembre dalle diverse sigle sindacali, ma non dalla Fiom, i metalmeccanici della Cgil.

I primi a votaresarannoi lavoratori del terzo turno a partire dalle 22. La votazione si concluderà venerdì alle 18.45, in serata i risultati. Gli operai sono chiamati a dire la loro sul piano che prevede aumenti lordi per 3.700 euro all’anno ma in cambio di nuove turnazioni che prevedono più notturni e più straordinari.

La Fiom contesta tra l’altro le nuove norme sui permessi malattia e l’abolizione delle pause. Nelle ultime settimane il fronte del no guidato dalla Fiom e quello del sì capitanato dalle altre sigle sindacali e dall’azienda stessa, che ieri mattina ha indetto delle assemblee per spiegare i contenuti dell’accordo, si sono fronteggiati a colpi di volantini cercando di convincere i lavoratori a sostenere le rispettive posizioni.

Alla vigilia del voto,il premier Silvio Berlusconi ha preso posizione schierandosi apertamente con l’ad del Lingotto,Sergio Marchionne, affermando che se vincono i no, ci sono buoni motivi per Fiat per lasciare l’Italia. Durareplica del leader della Cgil, Susanna Camusso: “Sta facendo a gara con l’amministratore delegato di Fiat a chi fa più danno al paese”, ha detto. Fortemente critico anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ritiene “vergognose” le parole del presidente del Cosniglio. Marchionne, da parte sua, ancoramercoledì sera da Detroit ha ribadito: “Ai lavoratori di Mirafiori dico di avere fiducia nel futuro e in loro stessi. Niente altro”.

La vigilia a Torino è stata carica anche di eventi fra i dibattiti organizzati dai sindacati per il sì e le iniziative del no. Ieri la fiaccolata organizzata dal sindacato è culminata in piazza Castello con migliaia di partecipanti. In mattinata ai cancelli di Mirafiori era arrivato anche Nichi Vendola, leader di Sel, apertamente dalla parte della Fiom a differenza dei leader del Partito Democratico. Per il governatore della Puglia che poi ha tenuto una conferenza stampa assieme a Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom, “bisognerebbe denunciare Silvio Berlusconi per alto tradimento” perché “Il governo dovrebbe essere arbitro nel gioco degli interessi sociali contrapposti e invece “è sceso in campo senza indossare l’abito dell’arbitro”.

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