Italia

Capitali all’estero, spunta la lista dei 700 maxi evasori

Elisabetta Gregoraci e Flavio BriatoreROMA. Spuntano i nomi della famosa ‘lista Falciani’, elenco di potenziali evasori consegnato da Hervé Falciani, l’informatico che ha sottratto i dati di quasi seimila contribuenti dai computer della sede a Ginevra del gruppo bancario inglese Hsbs per poi cederli alle autorità francesi.

Stilisti, imprenditori, nomi del mondo dello spettacolo, gioiellieri, ma anche tanti sconosciuti tra coloro che avrebbero portato all’estero i loro risparmi occultandoli così al Fisco. Secondo quanto pubblicano alcuni quotidiani, come Corriere della Sera e Repubblica, la procura di Roma ha indagato circa 700 persone, di cui una trentina riconducibili a nomi di vip.

Tra loro ci sarebbero gli stilisti Valentino e Renato Balestra (che spiega di essere “assolutamente a posto, da un pezzo ho fatto rientrare tutto”), la showgirl Elisabetta Gregoraci (moglie di Flavio Briatore), l’attrice Stefania Sandrelli (che però ha usufruito dello scudo fiscale e quindi dovrebbe evitare possibili conseguenze penali) e la figlia Amanda. E ancora due società che fanno capo al gioielliere Gianni Bulgari, (che replica che “il problema non sussiste, visto che nel 2007 il mio conto era già stato chiuso”), la principessa Fabrizia Aragona Pignatelli e Camilla Crociani, moglie del principe Carlo di Borbone. Ci sarebbe anche il presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi, titolare delle palestre-centri benessere Dabliu, che però smentisce decisamente al Corriere un suo coinvolgimento e minaccia vie legali. Nell’elenco figurano anche i defunti Pino Lancetti (il sarto umbro morto nel 2007) e il regista Sergio Leone (scomparso nel 1989, per cui toccherà agli eredi dover fornire chiarimenti ai magistrati).

In totale per l’Italia ci sono 6.963 ‘posizioni finanziarie’ per un totale di depositi che supera i sei miliardi e nove milioni di dollari relativi al biennio 2005-2007. I documenti relativi sono stati acquisiti nei mesi scorsi dalla procura di Torino e dalla Guardia di Finanza, quindi trasmessi per competenza alle varie Procure e nella capitale sono stati avviati gli accertamenti.

Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il sostituto Paolo Ielo contestano a tutti le accuse di omesse o incomplete dichiarazioni dei redditi per qualche centinaia di milioni di euro. Nelle prossime settimane sarà verificata la loro posizione, soprattutto per accertare se abbiano già usufruito, o meno, dello ‘scudo’ fiscale.

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