Italia

Battisti, il giorno della protesta. Berardi tira in ballo Carla Bruni

Cesare Battisti ROMA.La mancata estradizione di Cesare Battisti da parte del Brasile scuote e divide il mondo politico. Maggioranza e opposizione hanno organizzato per martedì pomeriggio sit-in separati per protestare contro la decisione del Brasile di non concedere l’estradizione all’ex terrorista dei Pac.

Sulla vicenda, l’Italia potrebbe promuovere una iniziativa europea. La commissione Ue, attraverso un suo portavoce, ha fatto sapere che si tratta di un “caso bilaterale” e quindi non di competenza Ue.

Il premier Silvio Berlusconi, dal canto suo, ha annunciato che la terza settimana di gennaio terrà una conferenza stampa proprio a Bruxelles, assieme ad Alberto Torregiani (figlio del gioielliere assassinato da Battisti nel 1979) “per far conoscere la realtà dei fatti e arrivare fino alla corte di giustizia de L’Aja”. Berlusconi e Torregiani si sono incontrati in mattinata all’aeroporto milanese di Linate. “Ho espresso la mia solidarietà, quella del governo e della mia parte politica – ha spiegato il presidente del Consiglio – e ho proposto a Torregiani di venire a Bruxelles la terza settimana di gennaio dove, con il Partito Popolare Europeo, organizzeremo una conferenza stampa per far conoscere la realtà dei fatti e arrivare fino alla corte di giustizia de L’Aja”.

Pur ribadendo, infatti, che il caso Battisti non farà mutare i rapporti tra l’Italia e il Brasile, Berlusconi ha infatti chiarito che la richiesta di estradizione dell’ex terrorista dei Pac non è “un fatto di vendetta”. “Vogliamo si affermi la giustizia che ogni volta che è lesa riguarda tutti” ha detto il presidente del Consiglio. Quanto a Battisti, il capo del governo ha aggiunto di ritenerlo un “criminale vero rivestito di ideologia politica”, un uomo, ha aggiunto Berlusconi, che “operava nella maniera terribile che tutti ora sono venuti a conoscere”.

La stessa Farnesina non ha escluso una iniziativa europea promossa dall’Italia sulla vicenda Battisti, un “caso complesso” secondo il ministero degli Esteri. Il dicastero guidato da Frattini ha inoltre tacciato di “superficialità” Michael Mann, uno dei portavoce della Commissione Ue che ha parlato della polemica sull’estradizione come di un “caso bilaterale” che riguarda Brasile e Italia e dunque “non di competenza Ue”.

Mobilitazioni sono previste per la giornata del 4 gennaio davanti ai consolati brasiliani di Bari, Bologna, Milano, Napoli e Firenze. A Roma, davanti all’ambasciata di Brasiliain Piazza Navona saranno in molti. Gruppi del Pdl e del Movimento per l’Italia di Daniela Santanché, Il segretario Lorenzo Cesa guiderà la delegazione dell’Udc, ma ci saranno anche esponenti del Pd, da Enrico Gasbarra a Paolo Gentiloni. A Milano, presidio organizzato dal Pdl, che ha risposto all’appello lanciato da Torregiani.A Roma, ci saranno anche il maresciallo Elio Centurioni, ferito dalle Br il 12 marzo 1977; il maresciallo Vincenzo Ammirata, scampato all’assalto brigatista alla sede dc di piazza Nicosia il 3 maggio 1979; Potito Perruggini Ciotta, nipote del brigadiere Giuseppe, assassinato da Prima Linea a Torino il 12 marzo 1977; Giovanni Ricci, figlio di Domenico, il fedele autista di Aldo Moro, trucidato il 16 marzo 1978 in via Fani insieme agli altri 4 della scorta; e a Firenze, in piazza Pitti, davanti al consolato brasiliano, Lorenzo Conti, figlio di Lando, l’ex sindaco ammazzato dalle Br il 10 febbraio 1986.

Lo scontro diplomatico sul caso intantoprosegue. Di “pugnalata alle spalle” parla Ignazio La Russa. Il ministro della Difesa è tornato sulla scelta di Lula definendo “un regalo ai radical-chic francesi e all’ultra sinistra brasiliana” la mancata estradizione dell’ex terrorista rosso che “non ha mai avuto una parola di pietà per le vittime”.

Nel frattempo in Brasile i legali di Battisti hanno presentato un’istanza per ottenere la “scarcerazione immediata” dell’ex terrorista rosso spiegando che deve essere “contestuale alla pubblicazione della decisione presidenziale”. Pubblicazione che è infatti avvenuta sulla Gazzetta ufficiale brasiliana. La Russa ha rivelato di aver avuto in passato un pranzo con il suo omologo brasiliano, nel corso del quale, questi gli aveva parlato “informalmente di una previsione positiva” per l’estradizione di Battisti.

Una mozione parlamentare per condannare la “vergognosa” decisione del Brasile sull’estradizione di Battisti e “per dare forza alle iniziative del governo”, è stata annunciata dal capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri. Anche la Lega Nord ha definito la decisione del presidente Lula “indegna di un Paese civile”. Ma in Brasile il caso Battisti non sembra essere una priorità per la neo presidente Dilma Roussef.

In giornata Bruno Berardi, presidente dell’associazione familiari delle vittime del terrorismo, dichiara a SkyTg24 che Carla Bruni, moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy, chiese a Lula di aiutare Battisti. Una situazione che la Bruni avrebbe confessato allo stesso Berardi, il quale, però, non ha testimoni poiché erano soli. La Première dame già in passato ha negato ogni intervento.

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