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Afghanistan, La Russa mitiga i dubbi del premier

Ignazio La RussaROMA. Rientrerà in Italia giovedì mattina all’aeroporto romano di Ciampino la salma di Luca Sanna, l’alpino ucciso il 18 gennaio in Afghanistan. Il militare è stato ucciso da un attentatore travestito da militare ad una decina di chilometri di Bala Murghab.

“Ci interroghiamo tutti, ogni giorno, ogni minuto. La mia risposta è identica a quella data fin qui dal presidente del Consiglio e cioè‚ che siamo lì nell’ambito di una missione internazionale e verremo via quando lo farà anche il resto della missione internazionale”. Lo afferma il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a proposito del dubbio manifestato dal premier, se “serva davvero” restare in Afghanistan, dopo il nuovo attentato.

La situazione in Afghanistan “preoccupa, occorrono delle contromisure, ma non ci è sfuggita di mano”, dice ancora il ministro della Difesa, intervenendo a Mattino Cinque. Della necessità di adottare anche nel settore italiano “come minimo” le stesse contromisure adottate per le zone più a rischio del Paese La Russa parlerà “telefonicamente” anche con il generale Petraus, comandante della missione Isaf.

“La situazione – ha affermato il ministro – è in forte evoluzione e noi riteniamo, i comandi militari riferiscono, che questo sia frutto di una avanzata della missione internazionale. Fintanto che nel Gulistan o a Bala Murghab non c’erano militari occidentali o afgani, gli ‘insurgents’ non avevano motivo di attaccare: ora che noi abbiamo occupato l’area, mantenuto gli avamposti, consentito a migliaia di afgani di rientrare nei loro villaggi, è chiaro che chi non vuole la stabilizzazione dell’Afghanistan reagisce come un lupo ferito e attacca disperatamente in tutti i modi”.

Il ministro ha ribadito che, “mentre da un lato è diminuita la minaccia costituita dagli Ied, gli ordigni esplosivi improvvisati, per tutta una serie di contromisure prese, dall’altro lato è aumentata la minaccia rappresentata dagli scontri a fuoco con armi leggere” e dagli attacchi agli avamposti, “come ieri, quando si è avuto una sorta di attentato che ricorda da vicino quello dei kamikaze, anche se in questo caso l’attentatore è rimato vivo ed è riuscito a scappare”, dopo aver colpito “in maniera proditoria”.

La Russa ha detto che sentirà telefonicamente il generale Petraeus, comandante della missione Isaf, per “ribadire la necessità che anche nell’ovest dell’Afghanistan, dove sono schierati i militari italiani, vi è lo stesso indice di pericolosità dell’Helmand e che quindi ogni contromisura presa lì deve essere prevista come minimo anche per la nostra area”. Dove, nonostante i pericoli, “è incredibile il livello del morale dei nostri ragazzi. Sono loro – ha concluso il ministro – che infondono coraggio a noi”.

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