Esteri

Rivolta in Tunisia, almeno 20 morti negli scontri

 TUNISI. Sono almeno venti le persone uccise negli scontri con la polizia avvenuti in due località della Tunisia centro-occidentale, Thala e Kasserine.

Secondo fonti giornalistiche le vittime accertate sarebbero 17. Altre quattro persone ferite sarebbero in gravissime condizioni. Secondo Belgacem Sayhi, un sindacalista della scuola, le vittime sono state uccise quando le forze dell’ordine hanno aperto il fuoco sui manifestanti nel centro di Thala. Fonti governative limitano il bilancio dei morti a otto. Ieri un ambulante si era dato fuoco a Sidi Bouzid, mentre quattro dimostranti erano rimasti feriti negli scontri a Rgeb, a 210 chilometri ad ovest di Tunisi.

Un leader dell’opposizione, Ahmed Nejib Chebbi, ha rivolto un appello al presidente tunisino Zine Abidine Ben Ali affinchè dia alla polizia l’ordine di non sparare più. Chebbi, capo storico del Partito democratico progressista (opposizione legale), ha affermato che la polizia “ha sparato sui cortei funebri”, secondo quanto gli hanno riferito elementi del suo partito nelle due città. “Faccio un appello urgente al presidente della Repubblicaper chiedergli far cessare il fuoco immediatamente per salvare la vita a cittadini innocenti e rispettare il loro diritto a manifestare”.

Parziale ritorno alla calma in Algeria, attraversata ormai da quattro giorni da violente proteste che hanno fatto numerose vittime. Un uomo di 35 anni è stato oerò ucciso a colpi d’arma da fuoco durante le proteste scoppiate ieri a Tiaret, nell’ovest del paese. L’uomo è stato ucciso durante un assalto compiuto da alcuni manifestanti che hanno tentato di saccheggiare il suo negozio di alcolici. Si tratta della quinta persona deceduta in quattro giorni di scontri. Secondo un bilancio ufficiale, tre manifestanti sono morti a M’Sila, Boumerdes e Bou Smail, mentre la stampa parla di un altro decesso avvenuto sempre a M’Sila. Circa 800 i feriti, ha detto il ministro dell’interno, tra cui più di 700 agenti di polizia.

Oggi giornata decisiva per comprendere se l’annuncio di nuove misure eccezionali per ridurre i prezzi di olio e zucchero, avrà l’effetto desiderato. Tra le principali disposizioni adottate durante il Consiglio interministeriale di ieri figura “una sospensione ed esonero dei diritti doganali, di tasse e imposte” su olio e zucchero che permetteranno complessivamente di ridurre del 41% i prezzi, ha reso noto un comunicato del primo ministro Ahmed Ouyahia, invitando i produttori e distributori ad applicare con “urgenza gli effetti delle norme sui prezzi”. La sospensione di queste imposte sarà in vigore dal 1° gennaio al 31 agosto, precisa la nota, e nello stesso periodo, il governo definirà insieme agli operatori un sistema per “stabilizzare in modo permanente i prezzi di zucchero e olio”.

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