Caserta

Piano Traffico, Udc: “La prossima amministrazione applichi la legge”

Alberto Zaza d’AulisioCASERTA. In merito ai piani urbani del traffico per la viabilità interviene l’ex assessore alla Mobilità di Caserta, nonché responsabile del dipartimento mobilità dell’Udc di Caserta Alberto Zaza d’Aulisio.

“Da qualche giorno si riparla di piste ciclabili a Caserta ed a San Marco Evangelista, un gruppo di commercianti di Casagiove contesta l’Ordinanza istitutiva del senso unico su un tratto dell’Appia che inciderebbe negativamente sui flussi di clientela, un po’ dovunque si discute di traffico autoveicolare e della necessità di provvedimenti adeguati ma non ancora si è pensato di accantonare le estemporaneità e le emotività partendo da qualche punto fermo.

‘Nulla quaestio’ per le piste ciclabili, a condizione che non si risolvano in un inutile dispendio di risorse senza alcun tangibile vantaggio collettivo, ma nel momento in cui ci si accapiglia sulla valenza di un senso unico, allora appare ineludibile la convocazione di un tavolo istituzionale che rilanci un discorso avviato all’epoca del prefetto Goffredo Sottile e poi dissoltosi per estinzione di calore. E’ dall’epoca del ‘boom’ economico che si è cominciato a discettare di traffico, divieti di sosta, regolarizzazione semaforica degli incroci, di parcheggi, di trasporto pubblico e così via sino ad approdare alla espressione magica di ‘mobilità sostenibile’.

Per quanto riguarda Caserta, al centro di una conurbazione che implica una movimentazione di almeno mezzo milione di persone al giorno, lungo l’asse compreso tra Capua e Maddaloni, l’unica realtà, peraltro sfalsata sui tempi e sulle caratteristiche tecniche e di sicurezza, è la famosa Variante, che, comunque, ha alleggerito in maniera sensibile l’attraversamento del capoluogo. Per il resto si naviga a vista in barba all’articolo 36 del codice della strada che dal 1992 prevede la adozione obbligatori a dei piani urbani del traffico e dei piani del traffico per la viabilità extraurbana, il loro aggiornamento biennale previo costante monitoraggio del territorio, il coinvolgimento di Stato, Regioni e Comuni, le apposite conferenze di servizi e, segnatamente, anche a norma delle direttive emanate dal Ministero dei Lavori Pubblici con Decreto del 24 giugno 1995, una specifica attività di coordinamento nel caso di centri abitati contigui di comuni diversi con la designazione del Comune capofila per la redazione del Piano Generale del Traffico Urbano dell’intera area attraverso gli accordi di programma. Le direttive ministeriali, almeno per quanto concerne Caserta e dintorni, sono rimaste lettera morta: si continua ad affannarsi in discussioni pressoché sterili nella ricerca di palliativi che, invece, di risolvere il male lo aggravano, nella illusione che il tale parcheggio, il tal’altro divieto di sosta, l’ennesimo senso unico possano, oltretutto in maniera parcellizzata, essere il toccasana. Pronta la testa dell’assessore al traffico di turno sull’ara sacrificale, svariate le sollecitudini migliorative, ma il quadro complessivo non migliora, né potrà mai migliorare fin quando non sarà imboccata la via giusta, accantonando ammiccamenti clientelari, suggestioni di massa, fantasie acrobatiche.

Momento qualificante del programma della nuova amministrazione comunale di Caserta, città e capoluogo, consapevole del suo ruolo ‘leader’ nel contesto provinciale, dovrà essere l’impegno per l’applicazione della Legge con una previsione di tempi congrui e non miracolistici e con una attenzione non secondaria allo sviluppo del territorio ed alle modalità di esecuzione sia delle nuove edificazioni, secondo Put che ristabiliscano la legalità con particolare riguardo al rapporto piano-volumetrico tra cubatura e posti-auto e dimensioni delle carreggiate stradali, sia della rete di distruzione commerciale, compatibile con le esigenze della mobilità. Una strada larga meno di sei metri non potrà mai consentire il normale deflusso del traffico autoveicolare nei due sensi di marcia con la contestuale sosta su entrambi i lati, a Caserta sempre necessitata dalle strane distrazioni di alcuni costruttori che hanno pensato alle abitazioni ma non ai posti-auto con l’inevitabile trasformazione della pubblica viabilità in rimessaggio privato. Che dire, poi, dell’effetto-miele esercitato dai punti-vendita dislocati sul territorio, molto raramente provvisti di adeguate aree pertinenziali per consentire soste, anche brevi, per le auto dei consumatori.

Come si vede, il discorso si impone e con urgenza e serietà in termini di attenzione al sistema infrastrutturale, di rispetto della legalità e di ineludibile coordinamento del Capoluogo con i Comuni contermini. Se, infine, si aggiunge la possibilità di attuare la legge sui tempi della città, rimasta lettera morta del 2001, allora si potrà sperare in giorni migliori. Ma se non ci sarà la volontà sinergica di chi avrà responsabilità di governo del territorio, saremo costretti rimanere al palo delle mere petizioni di principio. Se, poi, si preferirà rimestare acqua nel mortaio, si faccia pure. Ma è bene che il cittadino conosca in maniera chiara i termini semplici e basilari di un problema, quale quello del traffico e della mobilità in genere, che non è per nulla trascendentale”.

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