Campania

Rifiuti, il piano campano inviato a Bruxelles. La Ue: “Non basta”

Janez PotocnikNAPOLI. Le autorità campane hanno inviato un piano sull’emergenza rifiuti allaCommissione europea che “vigilerà sulla tempistica delle misure che verranno prese”.

Ma resta alto il rischio di una multa. “Se non vi sarà un piano adeguato deferiremo l’Italia nuovamente alla Corte di Giustizia chiedendo sanzioni pecuniarie”, ha infatti annunciato il Commissario europeo all’Ambiente, lo sloveno Janez Potocnik (nella foto), durante il dibattito nella sessione plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo chiesto dai Verdi danesi Auken e Lichtenberger, dalla britannica De Brun e dallo spagnolo Meyer della Sinistra unita, dalla socialista olandese Merkies nonchè dai leghisti Bizzotto e Fontana.

La settimana scorsa la Commissione aveva affermato di non aver ancora ricevuto documenti “che potessero essere chiamati piano”. Potocnik nell’intervento di oggi ha sottolineato di aver “appena, ed intendo letteralmente appena” un documento. “La Commissione europea non è soddisfatta delle misure annunciate perchè non prevedono un calendario per la costruzione delle strutture previste” ha detto Potocnik riferendosi alla replica della giunta regionale dopo la missione della Direzione generale ambiente del 22 e 23 novembre scorsi.

Il Commissario europeo ha parlato di un’emergenza “fatta da 7 milioni di tonnellate” di rifiuti, per il cui smaltimento sarà necessario “prima di tutto procedere all’analisi delle cosiddette ecoballe”. In gioco c’è un finanziamento di 270 milioni di euro per la realizzazione di un “piano di smaltimento e compostaggio”, bloccato sin dal 2005 dalla Commissione europea. “Nella fase attuale – ha affermato Potocnik – non abbiamo materiale per riattivarlo”.

Nel dibattito tra parlamentari i pidiellini Rivellini e Mazzoni hanno difeso le posizioni della Campania “che ha ereditato il problema dalla sinistra”, De Magistris dell’Idv ha sottolineato invece “i rapporti con la camorra” che la ultradecennale emergenza rifiuti “ha consolidato”. Il tema delle “ecomafie” è stato sollevato anche dai danesi Auken e Sondegaard, mentre la leghista Bizzotto ha ricordato che “quando un’emergenza dura da 15 anni c’è qualcosa che non funziona” affermando che “non può essere colpa del governo centrale”.

In sede di replica, il commissario Potocnik ha detto, a proposito della nuova bozza di piano di intervento: “Speriamo che sia quello che speriamo che sia”. Ma, poi, per allontanare l’immagine di censore a tutti i costi ha aggiunto: “Vorrei essere rigorosamente d’aiuto e utilmente rigoroso. Non voglio imporre sanzioni. Il mio interesse è risolvere le questioni, ma potrebbe non esserci altra soluzione”. Ed ha ricordato che in “altri paesi” i rifiuti che vanno in discarica sono appena “il 5% del totale”, gli altri sono riciclati. “I rifiuti – ha ammonito – devono essere considerati una opportunità, non un problema. Se c’è volontà politica è possibile riuscirci”.

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