Campania

Napoli, Cozzolino non molla: “Sono io il candidato”

Andrea CozzolinoNAPOLI.Più che un passo indietro, come auspicato dal segretario del Pd Pierluigi Bersani, è un ‘avanti tutta’ la direzione di marcia annunciata da Andrea Cozzolino, vincitore per le urne ma non per il partito che non lo ha ancora proclamato, delle contestate primarie di Napoli.

Ma non senza una via di uscita. Al Pd che vuole l’azzeramento del voto per lavorare ad un’alternativa condivisa, Cozzolino oggi ha risposto radunando i suoi sostenitori e chiedendo il riconoscimento del ruolo di vincitore dettato dalle urne. “Si riconosca che ho vinto, e da qui si riparte”, ha detto davanti a una platea di 1500 persone. “Io vado avanti con il popolo che è qui e con loro discuterò tutte le scelte che faremo”, ha detto, in risposta all’appello di Bersani di “fare un passo indietro”.

Al segretario, però, Cozzolino sembra fornire una soluzione: “Caro Pierluigi, ti chiedo che si faccia chiarezza, che si certifichi il voto di 45.000 elettori, si dica chi ha vinto, e poi apriremo la discussione politica” dicendosi “pronto ad accogliere a braccia aperte qualsiasi disponibilità, qualsiasi personalità. Ma abbiamo fatto le primarie e da qui dobbiamo ripartire”. Cozzolino, insomma, prima di intavolare qualunque discorso alternativo, chiede quella proclamazione anche oggi negatagli dopo che il collegio dei garanti ha sospeso i lavori in seguito all’abbandono di tre membri.

E agli altri candidati, Ranieri, Oddati e Mancuso dice: “Se a vincere fossero stati Umberto, Nicola o Libero, sarei andato a stringere loro la mano perchè il mio nemico non è nel centrosinistra ma il centrodestra”. E invece, dopo le elezioni – denuncia – “ci siamo ritrovati nella Romania di Ceausescu in cui non si proclama il risultato ma si mettono in moto macchine mostruose di accuse”. La prima reazione del partito è affidata al coordinatore della segreteria, Maurizio Migliavacca: “La posizione di Cozzolino non mi pare un ‘nò. E comunque resta pienamente valido l’appello di Bersani a un atto di impegno e di generosità verso il popolo del centrosinistra e verso la città per costruire le condizioni di una battaglia vincente”.

Cozzolino è tornato anche sulle polemiche sui presunti brogli: “Troppi votanti a Secondigliano? E che dovevamo dire alle persone di non andare a votare? I 1600 votanti sono gli stessi che hanno votato in quella zona per Prodi, per Veltroni, per Bersani. Perchè stavolta doveva essere diverso?”. Sullo sfondo del caos Pd, infatti, ci sono ancora le accuse di brogli che hanno portato al commissariamento della segreteria provinciale: in un dossier dal titolo ‘Basta fango su Napolì presentato dal comitato per Cozzolino, si mira a smontare punto per punto il ricorso di Ranieri.

“Alla nostra battaglia si è contrapposto in queste settimane un sistema di potere che ha derogato ai principi di correttezza e lealtà che dovrebbero caratterizzare le primarie, producendo uno sconcio per scongiurare la svolta”. Così Umberto Ranieri, candidato alle primarie del centrosinistra per la corsa a sindaco di Napoli ha definito, pur senza mai nominarlo direttamente, la campagna elettorale di Andrea Cozzolino per le primarie che si sono svolte domenica scorsa e che non hanno ancora un vincitore dopo le polemiche e le accuse di irregolarità.

“L’obiettivo della nostra battaglia – ha detto Ranieri in una conferenza stampa tenuta nella sede del suo comitato elettorale – era improntare un cambiamento per liberare la città da clientele e favoritismi, da una presenza nelle istituzioni avvertita non come servizio alla comunità ma come un privilegio. Volevamo scongiurare che si ricostituissero i tradizionali equilibri politici del centrosinistra che hanno portato al decadimento politico e alla nascita di un sistema di potere in cui una parte del personale politico è venuto meno a uno stile di rigore e sobrietà”.

“A questa battaglia – ha osservato Ranieri – si è contrapposto il sistema di potere che ha cercato di difendersi con ogni mezzo. Nella frenesia di vincere si sono attivate pressioni sui beneficiati perchè non dimenticassero i favori ricevuti, clientelismi, si è ricorsi ai galoppini della destra e ai loro codazzi di sostenitori, si è sprecato denaro per tappezzare i muri della città e per pubblicità su giornali e tv. Uno sconcio. Si è arrivati – ha concluso – dopo le nostre denunce, all’assalto squadrista della sede della federazione provinciale del Pd per insolentire Tremante e intimidire la commissione di garanzia che stava analizzando i ricorsi. È un bene per Napoli che queste verità siano emerse”.

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