Campania

Abusivismo, il Pdl “infila” sanatoria nel Milleproroghe

 NAPOLI. Approvato al Senato un emendamento al decreto Milleproroghe, firmato da 16 senatori del Pdl, che consente di presentare, entro il 31 dicembre 2011, una richiesta di sanatoria per gli abusi edilizi.

Ora si attende l’approvazione definitiva della legge. La sanatoria riguarda solo la Campania che non ha potuto usufruire del precedente condono. Una notizia che sarà accolta con favore dalle numerose famiglie, soprattutto del napoletano e del casertano, le cui abitazioni si trovavano nella “mappa” degli abbattimenti. Famiglie che chiedevano, appunto, un provvedimento simile e che di recente avevano anche sollevato proteste di piazza, come a Ischia (Napoli) e a Casapesenna (Caserta), dove si è proceduto all’abbattimento di un fabbricato in costruzione.

PD: “IRRESPONSABILE”. Il provvedimento vede contrario il Pd, coni senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, secondo cui si butta “nel calderone del milleproroghe una norma che è poco definire indecente e irresponsabile: con poche e scarne righe si riaprono infatti i termini dell’ultimo condono edilizio, dando il via al definitivo sacco del territorio italiano. Evidentemente i senatori del Pdl non vogliono che la parabola del berlusconismo si concluda senza aver fatto l’ennesimo regalo ai furbi e alla criminalità che, specie al meridione, ha fatto scempio del paesaggio e dell’urbanistica del nostro Paese. Quando si tratta di sanare il cemento illegale che ha deturpato il territorio italiano i parlamentari del centrodestra dimostrano una preoccupante coazione a ripetere, perchè nel corso di questi ultimi anni non hanno mai perso una sola occasione per provare a infilare tra le maglie dei provvedimenti omnibus l’ennesimo condono. Incredibilmente questa volta la maggioranza è riuscita a far di peggio, perché ha affiancato al solito emendamento dei senatori campani che vuole rinviare le demolizioni di immobili abusivi disposte dalla magistratura e riaprire il condono in Campania, la regione che forse più di tutte ha pagato un prezzo enorme all’abusivismo e all’illegalità, un altro emendamento a firma degli stessi senatori che riapre il condono del 2003 in tutta Italia. È un modo indecente questo di intendere la politica e l’amministrazione della cosa pubblica, ergendosi a paladini dell’illegalità e difensori di chi non ha voluto rispettare le regole. La maggioranza abbia un sussulto di responsabilità e ritiri immediatamente queste proposte indegne”.

Il responsabile della green economy del Pd, Ermete Realacci, chiama in causa il ministro della Cultura Sandro Bondi: “In questa maggioranza – dice Realacci – c’è chi ha un’attrazione fatale per l’abusivismo e l’illegalità. E ogni occasione è quella buona per infilare nelle pieghe del provvedimento di turno un nuovo condono edilizio. Una vera indecenza che se non sarà fermata, non solo sanerà l’insanabile ma, come è sempre accaduto in questi casi, manderà un devastante segnale al paese di via libera al cemento abusivo e all’illegalità. Ieri il ministro Bondi si è definito un paladino della difesa del paesaggio, oggi cosa ha da dire ai suoi colleghi di partito che si apprestano a regalare al nostro fragile paese altre colate di cemento illegale? L’Italia non ha già pagato all’abusivismo edilizio un tributo troppo alto in termini di vite umane e di scempio del territorio?”.

SARRO (PDL): “MISTIFICAZIONE, COLPE DI BASSOLINO”. Il senatore casertano Carlo Sarro (nella foto), primo firmatario dell’emendamento parla di “mistificazione del Pd”, perchè si tratta di una sanatoria che riguarda solo la Campania che non ha potuto usufruire del precedente condono. “Quello che è vergognoso – replica Sarro – è negare ai cittadini della Campania di poter beneficiare di un istituto quale quello del condono previsto da una legge dello Stato. È stata la Corte costituzionale con la sentenza del 2006 ad annullare la legge regionale della Campania voluta da Bassolino che in modo assolutamente arbitrario aveva precluso ai campani l’esercizio di un diritto riconosciuto a tutti gli altri cittadini della Repubblica”.

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