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Sito archeologico a Vairano, interessamento di esperti e autorità

 VAIRANO. L’attenzione per il fortunoso ed eccezionale ritrovamento archeologico di Vairano Patenora non si è certo attenuata.

Alcuni archeologi che hanno appreso la notizia da FaceBoook si sono affrettati a prendere rapporti per capire cosa era accaduto e di cosa si trattasse. A raccontarlo è Lino Martone: “L’archeologa Simona Fracasso, quasi concittadina, dipendente della Sovrintendenza di Termoli, insieme a una sua collega di Vairano, Fabiola Di Sano, si è fatta accompagnare sul posto e mentre ero sul ciglio del fondo sentivo le sue grida di meraviglia, stupore per quello che vedeva, mostrandomi da lontano le ossa di residuo umano che a giudicare dalla dimensione doveva appartenere a persone di ottima struttura. Grida anche di rabbia contro Vairano, esclamando ‘avete un tesoro e non ve ne accorgete’. Naturalmente per tesoro si riferiva al valore storico ambientale del ritrovamento non certo al valore monetario dei reperti. Ci siamo lasciati con l’impegno che la dottoressa Fracasso avrebbe avvisato la direzione Nazionale della Sovrintendenza, il nucleo dei Carabinieri abilitato e specializzato per tali ritrovamenti, nonché avrebbe preso contatti con il reparto provinciale responsabile dell’area di Vairano per la Sovrintendenza, considerato che nonostante l’invito urgente e diretto agli amministratori comunali nessuno si è presentato.

Nella giornata odierna ho preso contatti con il dottor Stanco, responsabile del museo archeologico di Alife e responsabile, per la Sovrintendenza di Salerno (da cui dipende anche Caserta) per tutta la zona, anzi per un’area comprendente ben 46 comuni, di cui una parte della vicina provincia di Benevento.Il dottor Stanco nel frattempo era stato anche allertato dal comando regionale dei Carabinieri specializzato ai reperti archeologici che aveva notato le denunce apparse sulla stampa on line. E’ stato un incontro cordiale e di grande interesse e per la verità devo esprimere il mio stupore e anche una profonda autocritica per la scarsa conoscenza di questa presenza museale di Alife,sulle rive del Torano. Anzi prendo atto dell’accadimento per sottolineare ancora una svolta la scempiaggine di una provincia che continua ad essere soffocata da malaffare e speculatori delle costruzioni e non s’accorge di quali patrimoni possiede per invertire una logica di sviluppo oramai fallimentare, guardando di più e meglio alla sua agricoltura e al capitale zona interna, Matese e Media Valle del Volturno. Un incontro dove naturalmente è emersa anche la fatica di questi reparti della Sovrintendenza, sempre di più privi di adeguate risorse finanziarie e costretti a inventarsi le iniziativa cercando collaborazioni. Naturalmente è stato confermato che il dottor Stanco aveva avvisato il sindaco di Vairano Patenora sin dal 22 ottobre scorso oltre ad aver inviato una missiva ai Carabinieri del luogo affinchè assicurassero una vigilanza sul luogo prima degli scavi; altrettanto naturalmente è stato evidenziato che il continuare del cattivo tempo ha impedito di continuare l’opera di salvaguardia del ritrovamento. Quanto mi ha descritto. Stanco mi ha mandato letteralmente in estasi, quasi mi commuovevo,per l’amore grande che porto per la mi Terra e per tutto l’Alto Casertano.

Quel Cimitero emerso nasconde qualcosa di grande valore storico che probabilmente contribuirà a rivedere anche la ricostruzione degli avvenimenti e dei processi storici già da prima dell’epoca Romana, o a confermarli inconfutabilmente. Ma non si esaltino o si agitino i tombaroli e i ladri specializzati, intanto perché vi sono ronde di alcuni cittadini che controllano di continuo, poi perché di valori riferiti a oro, armi, monete e amuleti proprio non ne troveranno. Per grande valore ci si riferisce a quello della memoria storica e dei resti delle mura, delle pietre e di altre costruzioni.

E’ quasi certo, asserisce Stanco, che siamo in presenza di una antica chiesa distrutta, costruita su un preesistente cimitero ricoperto di lastroni di marmo e pietra, ma è da supporre che tale luogo di culto sia stato costruito affianco a una preesistente villa romana, dove si notano reperti simili alla presenza di un antico forno per terra cotta; ma no è tutto, da un altro lato si scorgono colori e scritte che possono risalire a epoca Sannita. Dunque un tesoro di memoria ove occorre rapidamente recuperare e custodire quanto già emerso in superficie, definire i quadrati di scavo e iniziare gli scavi.

Al termine del colloquio mi sono impegnato, e lo farò con grande entusiasmo, a contattare la ProLoco, la Protezione Civile, I Circoli Politici e Culturali di Vairano, per fornirgli quanti più volontari possibili, oltre a un geometra del posto, per avviare subito la perimetrazione, il recupero e gli scavi, insieme agli operai e a un mezzo scavatore che la Curia di Teano si è impegnata a predisporre. Oltre a questo impegno ci siamo lasciati con lo stupore di come sia stato possibile che in centinaia di anni nessuno si sia mai accorto di questa presenza, forse ricoperta un po’ per volta da inondazioni dato il ruscello che scorre alle sue spalle”.

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