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Campagna antistalking, Noi voci di donne fa tappa a Santa Maria a Vico

 SANTA MARIA A VICO. In collaborazione con l’amministrazione comunale, retta dal sindaco Alfonso Piscitelli, ed in particolare con la consigliera delegata alle Pari opportunità, Veronica Biondo, …

… si è tenuto venerdì scorso, 10 dicembre, presso la sala risorse dell’istituto ‘Maiorana’, un convegno dal titolo: “Stalking, la paura di denunciare. Una legge ancora ferma e una terapia da attivare”, promosso dall’associazione “Noi Voci di Donne”.

Una platea di esperti, tra specialisti delle materia e forze dell’ordine, ha relazionato circa il delicato argomento sempre più alla ribalta della cronaca di tutti i giorni. Dopo i saluti del sindaco Piscitelli, della preside dell’Itis Maiorana, Pina Sgambato, che ha ospitato il convegno, e della consigliera Biondo, la presidente di “Noi Voci di donne”, Pina Farina, ha presentato lo sportello antiviolenza, di fresca istituzione nella città di Caserta delineandone le finalità e di come le volontarie supportano le vittime di stalking o di violenza di genere.

E’ toccato alla dottoressa Laura Vitagliano, psicologa e psicoterapeuta nonché volontaria dello sportello antiviolenza, delineare la figura dello stalker attraverso la proiezione di diverse slide. L’avvocato Vincenzo Iorio, invece, ha presentato la vigente legge in materia di stalking e allo stesso tempo non si è tirato indietro dall’affermare pubblicamente che tale legge necessita di un ampliamento per impedire con ogni mezzo che chi si macchia di tale reato riesca a farla franca e salvaguardare la vita delle vittime.

Prendendo spunto dal titolo del convegno: “Stalking, la paura di denunciare”, il vicequestore del commissariato di Maddaloni, Luigi Pecchillo, ha invitato le vittime a portarsi nelle questure, nelle caserme per chiedere aiuto alle forze dell’ordine, senza riserva alcuna. Ma soprattutto di come le forze dell’ordine diano ampio sostegno alle vittime e al tempo stesso mettendo in evidenza tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione delle vittime stesse al fine di tutelarsi dai loro persecutori.

Assenti giustificati i senatori pidiellini invitati al tavolo, Gennaro Coronella, Pasquale Giuliano e Carlo Sarro. Tutti hanno fatto pervenire lettere di vicinanza e di sostegno all’associazione. Vicinanza che ha espresso nero su bianco anche la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, attraverso il sostituto procuratore Raffaella Capasso. Presente anche il comandante della locale stazione carabinieri, maresciallo Pietro Conca.

 L’associazione ha lanciato un chiaro appello alle forze politiche presenti, affinchè si mobilitino presso i loro riferimenti al Senato e fare riprendere l’iter della legge che inasprisce i reati di violenza contro le donne, legge ferma da oltre un anno e mezzo. Una causa sposata dal sindaco Piscitelli che si è fatto da garante e al tempo stesso da tramite con i senatori pidiellini e portando i presenti a conoscenza del messaggio del senatore Sarro, che riferiva che tale legge è stata inserita nell’agenda dei lavori del Senato. Piscitelli si è detto disponibile a supportare iniziative a sostegno delle vittime di stalking o di violenza di genere sul territorio di Santa Maria a Vico.

A dare man forte al primo cittadino c’era il consigliere provinciale Emilio Nuzzo che con tanto di documento alla mano, ma soprattutto a titolo personale, proponeva la stipula di un protocollo di intesa tra i comuni della Valle di Suessola, in raccordo con l’Asl, per l’apertura di un centro di ascolto antiviolenza. Una critica, però, c’è stata, e a muoverla pubblicamente è stata una componente del sodalizio che senza troppi peli sulla lingua ha criticato la Provincia per non aver concesso, o forse sarebbe meglio dire, ignorato del tutto, una richiesta di patrocinio morale per il convegno.

“Ringrazio l’amministrazione comunale di Santa Maria a Vico, nella persona del sindaco Piscitelli e in particolare della consigliera Veronica Biondo – ha commentato la presidente Farina – per aver voluto fortemente che la nostra campagna di sensibilizzazione al problema approdasse sul loro territorio e per la disponibilità mostrata nel sostenere l’eventuale apertura di uno sportello di ascolto. Straordinaria sensibilità anche da parte della preside Pina Sgambato che ha partecipato attivamente per la buona riuscita di questo convegno e un grazie alle forze dell’ordine presenti per il loro fattivo contributo. La legge sullo stalking deve andare avanti, lo stalker è un malato e come tale deve essere riconosciuto e curato oltre che punito secondo quanto prevede la legge. La donna deve essere aiutata nel suo percorso verso la denuncia, perché è solo denunciando che può uscire dalla spirale in cui è stata trascinata dal suo persecutore. Fiducia nella giustizia e nelle forze dell’ordine questa è la nostra parola d’ordine. La politica, invece, faccia la sua parte attivandosi con leggi più severe ma soprattutto con pene certe, solo così riusciremo ad aumentare il numero delle denunce e soprattutto a ridare a queste donne il sacrosanto diritto di vivere la loro vita in serenità”.

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