Italia

Yara, scarcerato il marocchino Fikri. Tradotta male l’intercettazione

Yara GambirasioBERGAMO.Il gip di Bergamo ha dispostola scarcerazione di Mohammed Fikri, il 22enne marocchino fermato sabato su un traghetto diretto a Tangeripoiché ritenuto coinvolto nella scomparsadella tredicenne Yara Gambirasio.

L’accusa nei suoi confronti non regge e la frase intercettata al cellulare, inizialmente tradotta in “Allah mi perdoni, non l’ho uccisa io”, in realtà avrebbeun altro significato legato ad unasorta di imprecazione slegata dal caso della ragazza scomparsa. Gli inquirenti devono, pertanto, ricominciare da capo, mentre le ricerche, che proseguono, finora non hanno dato alcun risultato.

Residente a Montebelluna, nel Trevigiano, in Italia da qualche anno, il giovane nordafricano lavora come muratore nel cantiere di Mapello dove i cani usati per le ricerche hanno sempre portato gli inquirenti e dove si perdono le tracce di Yara. Era stato fermato al largo di Sanremo, mentre era a bordo di una nave partita da Genova e diretta a Tangeri, in Marocco.

Il pubblico ministero, Letizia Ruggeri, dopo due ore di interrogatorio nell’udienza di convalida del fermo, e alla luce della nuova traduzione della frase in arabo, non ha chiesto la custodia cautelare in carcere per il giovane in quanto non vi sarebbero indizi di gravità tali per richiederla. Se a ciò si aggiunge che il pericolo di fuga è stato smontato dalla circostanza, confermata dal suo datore di lavoro, che Fikri stava tornando nel suo Paese di origine per godersi legittime vacanze, si comprende come per la difesa non sia stato difficile sgretolare il teorema della Procura. Il magistrato ha comunque chiesto la convalida del fermo ritenendo sussistenti i presupposti. Dunque, anche se scarcerato, il marocchino, difeso dagli avvocati Giovanni Fedeli e Roberta Barberi,resta comunque indagato.

A difendere Fikri interviene il cugino, Abderrazzaq:”Non è vero che Mohammed era in fuga. I biglietti per la nave non li puoi prendere il giorno prima, li aveva acquistati già da tempo”. Secondo Abderrazzaq, prima di essere bloccato sulla nave, Fikri era stato interrogato dai carabinieri e poi rilasciato. Il cugino ribadisce che Mohammed non conosceva Yara: “Ne abbiamo parlato venerdì scorso”, spiega, riferendo del loro ultimo incontro. “Era tranquillo, ma non ci siamo soffermati molto a discutere della vicenda. Mi ha solo detto che i carabinieri l’avevano interrogato per due ore facendogli tante domande, ma che alla fine l’hanno lasciato libero. Poi abbiamo cambiato discorso perché il fatto non lo coinvolgeva più di tanto”.

Intanto, riprenderanno martedì mattina le ricerche in un invaso d’acqua nei pressi del cantiere edile di Mapello, dove avrebbe lavorato anche Fikri. I vigili del fuoco erano giunti nel pomeriggio in quell’area dopo una delle tante indicazioni che arrivano dagli inquirenti. Ma, al momento,le ricerche non hanno portato a qualche risultato. Un sopralluogo, senza esito, è stato condotto lunedì mattina nell’area delle fonderie Mazzucconi ad Ambivere. Nel quartier generale delle ex Colonie elioterapiche, dove è allestita la base operativa, comincia a diffondersi un certo clima di stanchezza e di sfiducia, anche se tutti continuano a impegnarsi al massimo per ritrovare la ragazza.

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