Italia

Rifiuti, situazione tragica: 14mila tonnellate a terra nel napoletano

 NAPOLI. Sono circa 1400 le tonnellate di spazzatura ancora accumulate lungo le strade di Napoli mentre i militari sono entrati in azione nell’area flegrea, nelle prossimità del lago Lucrino e nel comune di Quarto.

A Napoli è stato possibile ridurre il quantitativo di ”arretrato” grazie al fatto che dopo le 18 di ieri gli autocompattatori hanno potuto sversare circa 350 tonnellate nello Stir di Caivano e 400 in quello di Santa Maria Capua Vetere. Oggi, a quanto si apprende, la raccolta sta procedendo a ritmi sostenuti perché l’Asia ha i mezzi liberi. Nei giorni scorsiè accaduto che gli autocompattatori erano fermi perché in attesa di scaricare. A Napoli, a terra, al momento, vi è il quantitativo pari alla produzione di un sol giorno che potrebbe essere azzerato completamente, avendo dove sversare, in 2-3 giorni. Ma la situazione resta tragica nella provincia di Napoli, dove si calcolano 14mila tonnellate a terra.

Intanto, l’Esercito va avanti operando soprattutto in alcune aree della provincia dove la situazioneè a maggiore rischio. Il giorno di San Silvestro si dovrà lavorare per scongiurare il rischio dei roghi della spazzatura. A tal proposito martedìmattina, in prefettura c’e’ stato un vertice con il prefetto De Martino, il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, i vertici dell’Asia e dell’Asn Napoli 1.

Per liberarsi dell’emergenza servirebbe però una nuova discarica, in grado di smaltire la produzione quotidiana di immondizia della città. A Chiaiano, che già nei mesi scorsi era stata al centro degli scontri tra i residenti e le forze dell’ordine, la tensione è tornata a risalire è nove camion della nettezza urbana sono stati bloccati e danneggiati. L’obiettivo resta quello di liberare la città entro Capodanno e, nell’attesa che la provincia trovi una nuova discarica, è stato raggiunto un accordo con una società spagnola per spostare 30mila tonnellate di rifiuti nella penisola iberica. Non è una soluzione, ma potrebbe permettere al capoluogo partenopeo una boccata di ossigeno.

DA CASERTA STOP A SVERSAMENTI. “E’ scaduto il termine di solidarietà a Napoli”. Con queste parole il presidente della provinciadi CasertaDomenico Zinzi chiude le porte dello Stir di Santa Maria ai rifiuti napoletani. La dichiarazione è una replica a quelle fatte dall’assessore all’igiene di Napoli Paolo Giacomelli. Quest’ultimo aveva giudicato immotivata la decisione di Caserta di chiudere una soluzione che andava ormai avanti da tempo e che si era dimostrata soddisfacente per tamponare l’emergenza rifiuti. Zinzi si è detto sorpreso delle affermazioni dell’assessore. Caserta ha già dimostrato la propria generosità a Napoli ha dichiarato, e la città doveva capire che tale atto non era a tempo indeterminato. Il patto tra il capoluogo e la provincia era stato siglato in prefettura alla presenza del presidente del consiglio. La decisione era stata presa all’indomani dello scadere di un altro patto, quello con San Tammaro, che vedeva depositati a Marruzzella 400 tonnellate di rifiuti. Il termine degli accordi era fissato alla mezzanotte del 26 Dicembre, poi prolungato fino al 28. Un ulteriore atto fatto forse in funzione del bisogno che anche la provincia di Caserta ha dell’incineritore di Acerra. “La drammatica situazione rifiuti che sta vivendo la città di Napoli ha imposto un ulteriore gesto di solidarietà da parte della Provincia di Caserta. Fino al 28 dicembre accoglieremo una parte dei rifiuti di Napoli nello Stir di Santa Maria Capua Vetere. Si tratta di uno sforzo che denota grande responsabilità da parte della Provincia di Caserta”. Questo il motivo per cui Caserta, non ha accettato ulteriori sversamenti. Di parere contrario sembra essere Giacomelli, che invece afferma di aver ottenuto garanzie dall’ufficio flussi in merito al fatto che gli sversamenti sarebbero continuati ben oltre quella data. Un giallo tutto da risolvere.

IERVOLINO: “CALDORO USI I SUOI POTERI”. La colpa dell’emergenza rifiuti non è da imputare al sindaco di Napoli e il presidente della Regione dovrebbe ”usare i suoi poteri” invece di ”giocare col fuoco” rischiando di ”aizzare chi assalta i camion”. Lo dice in una intervista a Repubblica il sindaco del capoluogo partenopeo, Rosa Russo Iervolino, rispondendo alle accuse di Stefano Caldoro che aveva indicato l’amministrazione comunale e l’azienda Asia come responsabili della situazione. ”Nelle situazioni difficili – dice – le istituzioni lavorano insieme. Invece assistiamo a una polemica assurda. Non riesco a comprendere, neppure sul piano umano, le affermazioni” di Caldoro. ”E’ stato ministro, ha giurato fedelta’ alla Costituzione. E deve stare attento, perche’ si sta scherzando con il fuoco”. A ”furia di addossare la colpa ad Asia, stiamo aizzando teppisti incappucciati come quelli che, la scorsa notte, hanno danneggiato i mezzi”. E ”nei prossimi giorni, con i fuochi d’artificio e i cumuli di spazzatura i strada, rischiamo davvero la tragedia”. ”Caldoro ha attraversato momenti duri a causa dei comportamenti di gente del suo partito – sottolinea il sindaco di Napoli – mi sono schierata a sua difesa e lo rifarei. Ma non capisco questo attacco”. E ricorda al governatore che ”il codice dell’ambiente da’ al presidente della Regione la possibilita’ di emenare ordinanze per portare i rifiuti fuori provincia. E il decreto del 26 novembre attribuisce al presidente della Regione il potere di individuare i siti da destinare a discarica”.

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