Italia

Gemonio, ordigni esplodono davanti sede Lega: “Non ci lasciamo intimidire”

 VARESE.Attentato, intorno alle 3 della scorsa notte, alla sede della Lega Nord di Gemonio (Varese), dove due ordigni artigianali sono esplosi vicino all’ingresso. La sede si trova in via Marsala, a un centinaio di metri dalla casa di Umberto Bossi.

In quel momento il senatùr era appena rientrato dalla ‘Berghem Frecc’, tradizionale festa della Lega Nord di Villa D’Ogna, nel Bergamasco, dove aveva tenuto un comizio e si era trattenuto fino a tardi per le selezioni di Miss Padania.

L’onda d’urto degli ordigni, realizzati con polvere nera compressa, ha provocato danni al portone, mandato in frantumi i vetri delle finestre e distrutto parte degli arredi interni ma non ha provocato feriti. Sul muro è apparsa una scritta con vernice spray “Antifa secondo atto” che rivendica l’azione di membri dell’area anarchica vicino ai centri sociali, spiegano gli investigatori. “Dagli involucri rimasti a terra – spiega la polizia – sembra si tratti di petardi, non di ordigni”, messi comunque ‘a scopo intimidatorio’, che hanno infranto i vetri di due vetrine. Sono in corso gli esami dei filmati delle telecamere per utili indizi. Sul posto stanotte sono intervenuti i carabinieri. Indaga anche la Digos di Varese.

“Noi della Lega siamo abituati da sempre ad attacchi di questo tipo, fatti da intolleranti che agiscono vigliaccamente e nell’anomitato”,ha commentato il ministro dell’Interno Roberto Maroni interpellato dall’agenzia AdnKronos. “È accaduto altre volte in passato – continua il titolare del Viminale – che sedi del nostro partito siano state oggetto di violenza, ma non ci siamo mai fatti intimidire e la stesso accadrá questa volta. Naturalmente sono episodi da non sottovalutare. Non posso dire nulla ovviamente sulle attività investigative -conclude Maroni – che sono in corso e seguono piste precise”.

Per il segretario provinciale della Lega Nord di Varese, Stefano Candiani,si tratta di “un gesto del quale non intendiamo in alcun modo raccogliere la sua espressione intimidatoria”. “Non sono certo questi atti a farci paura. – ha aggiunto – I nostri volontari stanno già provvedendo a sostituire le vetrate e presto riprenderà tutto come prima”. “È evidente che diamo fastidio e questi sono i risultati. – ha concluso – Noi continueremo per la nostra strada senza farci intimorire da due petardi”.

Non è la prima volta che Gemonio, un paese di circa 2.800 abitanti tra i cui cittadini celebri, oltre a Bossi, figura anche l’attore Renato Pozzetto, che vi trascorse l’adolescenza, e Matteo Contini, difensore classe 1980 che milita nel Real Zaragoza, vede atti di vandalismo o attentati contro obiettivi leghisti. La notte tra il 2 e il 3 dicembre del 2006 ignoti dettero fuoco allo zerbino di casa Bossi. L’incendio fu di modesta entità. Il leader della Lega non era in casa. Nella notte tra il 24 e il 25 febbraio del 2007 ignoti tentarono di incendiare il portone della sede della Lega di Gemonio, tra via Marsala e via Jemoli. Il tentativo fallì: gli aspiranti piromani avevano utilizzato uno straccio imbevuto di liquido infiammabile. All’alba di domenica 4 gennaio del 2009 si verificò un episodio simile. Ignoti appiccarono il fuoco allo stesso portone, sempre utilizzando uno straccio imbevuto di liquido infiammabile. Su un muro in via Verbano, nei pressi della casa di Bossi, apparve la scritta minacciosa “A morte Bossi + secessionisti”.

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