Italia

Fini: “Non mi interessa chi sarà premier, ma cosa farà”

Gianfranco FiniLANCIANO. “Non si può più perdere tempo. Non mi interessa chi presiederà il governo, ma cosa farà”. Parola di Gianfranco Fini, che a un’iniziativa di Fli a Lanciano osserva: “Si può anche governare un Paese senza una maggioranza degna di tale nome. Spero che prevalga la responsabilità”.

E ancora: “Non ci sono traditori tra quelli che criticano il premier, così come non ci sono servi tra quelli che gli danno ragione qualunque cosa lui dica”. “C’è bisogno di un governo che governi, che sciolga i nodi e indichi la priorità e la strada da seguire”.

Con queste parole il leader di Futuro e Libertà commenta la crisi politica aperta con la mozione di sfiducia. Fini auspica che il 15 dicembre si riparta. E se la sfiducia non passasse? Su questa ipotesi, Fini osserva: “Il 14 può sempre essere che qualcuno abbia il mal di pancia, il raffreddore, o un deputato cada dalle scale, e quindi il governo se la scampi per il rotto della cuffia. E il giorno dopo? Si può governare senza una maggioranza sicura? Io spero prevalga la responsabilità. Non mi interessa chi presieda il governo, ma cosa vuol fare”. “Se poi si arriva a dire che i rifiuti di Napoli non ci sono più e che Napoli è pulita, – riflette Fini – allora non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.

Fini respinge poi al mittente l’accusa, lanciatagli da Silvio Berlusconi, di essere un traditore: “Non ci sono traditori tra quelli che criticano il presidente del Consiglio, così come non ci sono servi che gli danno ragione qualsiasi cosa dica”. Fini poi ha parlato di etica pubblica, molto utile in questo “momento complicato”, di eccessiva “propaganda e di mancanza di politica”. Per questo il leader di Fli auspica un cambio di passo e un governo che sappia incidere sui bisogni della gente.

“La voglia di strafare, il gusto di dire che lui è il più bravo del mondo, ha determinato la giusta reazione”. Secondo Fini questo è il motivo dei problemi del premier per quanto riguarda la ricostruzione dell’Abruzzo. Se per Fini è vero che “si è risolto il problema di un pronto alloggio e si sono evitate le vergogne del passato”, d’altra parte per il leader di Fli, “non bisognava promettere la ricostruzione immediata della città”. “Serviva un approccio umile, bastava dire la verità: per rifare l’Aquila ci vorranno 10-15 anni. Insomma, bisognava non esagerare con lo zelo, invece il Governo lo ha fatto eccome, promettendo che tutto sarebbe stato fatto. Eppure la gente avrebbe capito se si fosse detto che servivano più di sei mesi. Alla fine, creare aspettative esagerate ha determinato il boomerang. Invece serviva un approccio più realistico”.

Fini interviene anche sull’ipotesi di taglio delle tasse, dicendo: “Se qualcuno pensa che da qui alla fine della legislatura si riesca a ridurre le tasse per le famiglie e per le imprese, quel qualcuno evidentemente crede a Babbo Natale. E’ impossibile fare un taglio del genere. Serietà vorrebbe che su questo si dicesse la verità, perché governare significa assumere delle priorità. Non si prende in giro la gente dicendo che facendo tutto e poi registrare che abbiamo uno dei carichi fiscali più alti in Europa”.

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