Italia

Fini, dopo il falso attentato ora spunta la escort Rachele

Gianfranco Fini ROMA.E’ polemica sulla notizia, pubblicata da Maurizio Belpietro, direttore di Libero, di un presunto attentato organizzato contro Fini per la prossima primavera, ad Andria, le cui colpe sarebbero dovute ricadere su Berlusconi.

Accanto a questa sorta di “attentato-boomerang”, ora un altro quotidiano vicino al centrodestra, “Il Giornale”, parla diun “video-rivelazione” diuna escort che racconta di aver incontrato il presidente della Camera. Si chiama Rachele, o almeno così dice di chiamar­si. Il quotidianodirettoda Alessandro Sallustiriporta le dichiarazioni fatte nelvi­deo cheda circa un mese giranel “mercato nero” degli scandali e che qualcuno avrebbe provato a vendereai mass media in cambio di migliaia di euro. Rachele racconta di tre incontri con il leader di Futuro e Liberà, in un appartamentoa Reggio Emilia. La prima serata, a metà novembre dello scorso anno,sarebbe stata organizzata da un intermediario. 500 euro il compenso per la prestazione, cifra raddoppiata per le “richieste” di Fini, anche se alla fine le avrebbe lasciato 2mila euro. Altri due incontri sarebbero avvenuti nel maggio e nel settembre scorsi. E ora perché Rachele avrebbe deciso di “sputtanare” Fini? Perché lui le avrebbe fatto credere di volerla aiutare, magari di farla andare al Grande Fratello. “Dopo i casi D’Addario e Ruby, – scrive Il Giornale – un’altra storia architettata per ricattare un uomo delle istituzioni”.

BELPIETRO: “HO MESSO IN GUARDIA FINI, E INVECE MI ATTACCANO”. “Per consolarsi dopo la botta del 14 dicembre, alcuni esponenti di Futuro e libertà a Natale devono aver esagerato con lo spumante. Di fronte a tutto ciò, cosa avrei dovuto fare? Fingere che nulla fosse accaduto e girare la testa dall’altra parte? Ammettiamo che sia tutto falso, l’attentato e pure le sedute con le escort. Il presidente della Camera dovrebbe essermi grato per averlo avvisato di un paio di mestatori e calunniatori che vanno in giro per l’Italia a spargere veleni sul cuo conto. Ma se al contrario ci fosse qualcosa di vero?”. Per Belpietro, “l’unica possibilità era di raccontare tutto e di lasciare poi che se ne occupassero i magistrati. Ed è esattamente ciò che ho fatto, riferendo dopo che ai lettori anche al dottor Armando Spataro della Procura di Milano. Lui e i suoi colleghi di altri uffici giudiziari verificheranno cosa ci sia di vero nella storia pugliese (per quella modenese serve una denuncia per calunnia, perchè ciò che Fini fa o non fa in camera da letto rigurda al massimo i giornali e non i tribunali). Nel frattempo speriamo che a Bocchino e compari sia passata l’ubriacatura da sconfitta”.

FINI QUERELA.“In relazione a quanto pubblicato ieri ed oggi dai quotidiani Giornale e Libero, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha dato mandato di adire le vie legali a tutela della propria onorabilità”, dichiara Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera.

BELPIETRO NON RIVELA LA FONTE. Belpietro non ha rivelato il nome della sua fonte al procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro che lunedì lo ha sentito in qualità di persona informata sui fatti, cioè l’annuncio dell’attentato contro Fini, da organizzare in Puglia ad aprile, la cui responsabilità, secondo Belpietro e la sua fonte, doveva ricadere su Silvio Berlusconi. “Ho parlato di una cosa vera – spiega Belpietro – che aveva come obiettivo Fini, ma l’obiettivo era anche far ricadere la responsabilità della vicenda sul presidente del Consiglio. Questo è ciò che mi è stato raccontato e che ho riferito ai magistrati ieri. Se poi i giornali per esigenze di copione devono raccontare balle, questo è un altro fatto: si sono scritte oggi cose che non stanno nè in cielo nè in terra”. “Non ho rivelato il nome della mia fonte ai magistrati – spiega Belpietro – ho detto semplicemente a loro che questa persona si era rivolta a me e ho dato loro tutti gli elementi in mio possesso tranne il nome perchè questa persona non mi aveva autorizzato a rivelare la sua identità. Certo il procuratore Spataro mi ha chiesto chi fosse, è ovvio, e io ho eccepito il segreto professionale. Era una fonte, mi ha raccontato dei fatti, io ho spiegato tutto in procura e tocca a loro verificare, io non faccio lo Sherlock Holmes”. Belpietro ha commentato l’esistenza di un filmato, come scrive il Giornale, in cui una escort racconta di un presunto incontro a “luci rosse” con Fini, incontro di cui aveva parlato lo stesso Belpietro nel fondo di ieri. “Non so se esiste un filmato a me non risultava di un filmato – spiega Belpietro – ho detto che c’era una persona che girava in alcune redazioni che raccontava questi fatti: se sia vero o no, ciò tocca a qualcun altro accertarlo. Se Fini si ritiene diffamato o calunniato faccia una denuncia”.

PERINA (FLI): “UN TEMPO LE BOMBE, OGGI LE ESCORT”. “Se il topic degli anni di piombo fu la teoria del doppio Stato, quello dei nostri anni di fango sarà il titolo dell’editoriale di Maurizio Belpietro: “Iniziano a girare strane storie. – scrive l’esponente di Fli e direttore del Secolo d’Italia sul Post, il giornale online diretto da Luca Sofri, sulla falsariga del titolo dell’editoriale di Belpietro- Le ‘strane storie’ non costano niente, alzano polvere più di dieci chili di tritolo e sono perfettamente funzionali allo scopo di bloccare la democrazia italiana nel pantano dov’è, demolendo e delegittimando chiunque prefiguri alternative al potere costituito, o comunque lo limiti”. Secondo Perina mentre “una volta nei passaggi politici più delicati scoppiavano le bombe, oppure venivano rapiti gli statisti, oggi si videoregistrano non meglio identificate escort: il salto di qualità democratico è evidente. Niente vittime, niente sangue, niente dispendiose operazioni di depistaggio, rischi penali bassissimi: l’effetto è lo stesso, ma tutto è molto più pulito, economico, light. E se era difficile giustificare la liceità costituzionale di una P38 o di un timer ora si può dire con leggerezza commentando la nuova offensiva di Libero e del Giornale: è libertà di stampa, perché vi offendete?”.

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