Italia

Berlusconi: “Non ho ancora un successore”. Pdl: “Nessun Piano B”

Silvio Berlusconi ROMA. L’altro giorno aveva detto di avere una “certa età” e di comprendere cheprima o poi dovrà lasciare il comando. Ora il premier Silvio Berlusconi corregge il tiro: “Vedo e mi dicono che non ho ancora un successore”.

E, in collegamento telefonico a una manifestazione del Pdl dell’Emilia Romagna lunedì sera a Modena, annuncia di voler tirare dritto in vista del voto parlamentare del 14 dicembre: “Avremo la fiducia alla Camera e al Senato per continuare a governare e a fare le altre riforme che abbiamo in cantiere, a partire dalla riforma della giustizia”.

Poi chiude ad eventualimodifiche sulla legge elettorale: “Cambiarla sarebbe un grave danno. Chi vuole farlo mira ad essere l’ago della bilancia, ma questo è un ritorno alla prima Repubblica”. Per Berlusconi”ci sono dei piccoli partiti che vogliono aprire la crisi in modo irresponsabile e consegnare il paese in mano alla sinistra”. Un riferimento al cosiddetto “Terzo Polo” composto da Futuro e Libertà, Udc, Mpa e Api . “C’è chi – sostiene il premier – ha tradito il mandato degli elettori, le alleanze e ora tradisce se stesso perchè solo pochi mesi fa aveva votato la fiducia al Governo”. “Tutti i moderati italiani che non si riconoscono con la sinistra – aggiunge il Cavaliere – dovrebbero unirsi per evitare che il Paese vada nelle mani di chi vuole aprire le porte agli immigrati e aumentare le tasse”.

Scherzando, il presidente del Consiglioracconta un aneddoto di qualche settimana fa: “Una sera avevo 39 di febbre e ho deciso di guardare la tv. Ma in ogni trasmissione, da ‘Vieniviaconme’ al Tg3, da ‘Ballarò’ alla Dandini, mi dipingevano come un demone. Allora sono andato in bagno e ho visto allo specchio un dittatore sanguinario…”.

Intanto, secondo una ricostruzione di Repubblica, il premier avrebbe pensatoad un pianoin caso di sfiducia il prossimo 14 dicembre, ovvero affidare l’esecutivo ad un altro esponente del Pdlche abbia tra i propri ministri lo stesso Berlusconi, magari con delega agli Esteri. Una “mossa del cavallo” – scrive Claudio Tito – per sorprendere tutti e uscire dall’angolo avendo ancora lo “scudo” del legittimo impedimento. Un’eventualità che nel weekend lo stesso presidente del Consiglio ha soppesato. Mal volentieri, certo, ma ammettendo che dopo il 14 “tutto va preso in considerazione”. Un’ipotesi che, tuttavia, il Pdl esclude: “Non c’è un piano b, – fa sapere il sottosegretario Paolo Bonaiuti – il nostro unico obiettivo è avere la fiducia”.

CASINI: “SE NOI VECCHI LUI CATACOMBALE”. Lunedì Gianfranco Fini aveva chiarito che non ci “saranno ribaltoni”, invitando il premier a fare un un bagno di umiltà. Più duro Pier Ferdinando Casini che replica a quanto detto ieri dal premier: “Se siamo vecchi noi, ed è vero, lui è catacombale”. Poi propone di trovare, insieme al centrodestra, un candidato giovane per Palazzo Chigi. Salvo sorprese, dunque, difficilmente la situazione potrà mutare prima dell’appuntamento in Aula, anche se nelle file della maggioranza si pensa già al dopo. E cioè agli scenari possibili nel caso in cui il governo dovesse ottenere la fiducia, anche solo per un voto. Sulla carta i numeri non basterebbero per far dormire sonni tranquilli al Cavaliere, ma c’è chi confida in qualche assenza “tattica” martedì nell’Aula di Montecitorio, magari tra le file del gruppo misto oppure nel drappello di radicali. Il premier a quel punto, incassata la fiducia , potrebbe salire al Colle per rassegnare le dimissioni con l’obiettivo di riottenere subito l’incarico e provare ad allargare le maglie della maggioranza all’Udc, si ragiona nel Popolo della libertà, magari offrendo delle garanzie come ad esempio la modifica della legge elettorale. In quest’ottica, secondo diversi dirigenti del Pdl, andrebbero lette le parole del capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto disponibile a riaprire la trattativa per modificare l’attuale sistema elettorale.

MARONI: “SAREBBE DA 118 SOVVERTIRE VOTO POPOLARE”. Ancora da decifrare pienamente il silenzio di Umberto Bossi di questi giorni. Anche se a ribadire la lealtà a presidente del Consiglio ci pensa il ministro dell’Interno Roberto Maroni che,rispedendo al mittente una battuta di Casini, commenta: “Penso che sarebbe da 118 sovvertire il voto popolare: il popolo sovrano decide e ha deciso che a governarlo dal 2008 fosse Berlusconi”, mette in chiaro il titolare del Viminale che bolla come “operazioni di palazzo” quelle che “vogliono sovvertire il voto popolare”. Nel caso però che governo non ottenga la fiducia per il Carroccio l’unica strada percorribile resta quella del voto. I leghisti, dunque, non pongono asticelle ma guardano al federalismo e, sostanzialmente, ribadiscono che se l’esecutivo dovesse andare avanti per una manciata di voti sarebbe meglio tornare alle urne.

BERSANI: “NIENTE BERLUSCONI BIS”. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani,mette le cose in chiaro: “Sarebbe il quater, un po’ troppo, abbiamo già dato. Basta, accontentiamoci di quello che abbiamo avuto”. In caso di crisi il leader del Pd è pronto a portare le idee del partito al Colle: “Non parliamo di nomi. In caso di crisi cerchiamo di portare le nostre idee al Quirinale e poi aspettiamo le decisioni del Presidente della Repubblica”. I democratici puntano ad un governo di transizione verso il quale c’è il fermo altolà del Pdl che oggi ha aperto un fuoco di fila contro l’ipotesi di una manovra correttiva.

DI PIETRO: “BERLUSCONI BIS SAREBBE UNA TRUFFA”. Chiude all’ipotesi di un reincarico a Berlusconi anche Antonio di Pietro: “Sarebbe una truffa” dice il leader dell’Idv che aggiunge: “Dignità vuole che il capo dello Stato, magari previo un breve periodo (non più di 90 giorni) per una legge elettorale più adeguata, ci mandi tutti a votare”.

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