Italia

Attentato a sede Lega Nord, due fermi. Si segue pista anarchica

la sede della Lega a GemonioVARESE. Due persone sono state poste in stato di fermo perché sospettate di aver collocato gli ordigni artigianali esplosi davanti alla sede cittadina della Lega Nord di Gemonio nella notte tra il 28 e il 29 dicembre.

L’episodio è avvenuto a poche centinaia di metri dalla casa del leader del partito, Umberto Bossi. Secondo gli investigatori, i due fermati apparterrebbero ad una fazione politica antagonista e uno di loro sarebbe proprio di Gemonio. Sembra che il magistrato sia orientato a confermare il fermo di un sospettatoe la denuncia a piede libero dell’altro.

I due ordigninon erano particolarmentedistruttivi, infatti erano poco più che petardi: provocarono danni al portone e agli arredi interni e mandarono in frantumi i vetri delle finestre. Ma è stato il valore simbolico del gesto a destare clamore e indignazione. L’azione era stata rivendicata con una scritta a vernice spray che recitava “Antifa secondo atto”, che aveva ricondotto l’episodio a membri dell’area anarchica vicina ai centri sociali. E sembra proprio questa la pista seguita dagli inquirenti.

Sul caso è intervenuto di nuovo, venerdì mattina, Umberto Bossi che, conversando con i giornalisti a Ponte di Legno, dove si trova in vacanza, ha raccontato: “Sono arrivato a casa subito dopo lo scoppio. Meno male che non sono arrivato prima sennò veniva fuori un casino, una sparatoria con la scorta”. Quanto alla scritta “Antifa” considerata la firma dell’azione, Bossi ha detto: “Noi fascisti? Fascisti sono proprio loro. È gente che danneggia la sinistra. La sinistra democratica. La gente normale si spaventa. Non vuole avere niente a che fare con loro”. Bossi, subito dopo l’episodio,aveva detto: “Se fossimo andati alle urne, come suggerivo, tutto questo non sarebbe successo”. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a caldo aveva invece commentato: “Noi della Lega siamo abituati da sempre ad attacchi di questo tipo, fatti da intolleranti che agiscono vigliaccamente e nell’anonimato. È accaduto altre volte in passato che sedi del nostro partito siano state oggetto di violenza, ma non ci siamo mai fatti intimidire e la stesso accadrá questa volta”.

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