Esteri

Londra, gli studenti assaltano l’auto di Carlo e Camilla

Carlo e Camilla in auto durante la protestaLONDRA. Scontri a Londra durante le proteste contro l’aumento delle tasse universitarie, che triplicheranno.

Gli incidenti più gravi si sono verificati davanti al Parlamento, dove la riforma è stata approvata con una maggioranza risicata, assediato da ventimila manifestanti: tre poliziotti sono rimasti gravemente feriti e ci sono stati alcuni arresti. Uno degli agenti è caduto da cavallo durante una carica. Diversi feriti anche tra gli studenti. Il bilancio parla di 22 dimostranti e nove poliziotti feriti. Gli arrestati sono almeno 10.

Durante gli incidenti è stata attaccata l’auto con a bordo Carlo e Camilla. La vettura a Regent Street è stata presa a calci dai dimostranti, che hanno infranto un finestrino e lanciato vernice contro la vettura, ma né il principe Carlo né la moglie Camilla sono rimasti colpiti. Carlo era atteso al teatro Palladium per uno spettacolo al quale la coppia reale è arrivata puntuale. Arrivati al Palladium sulla Rolls Royce sfregiata, Carlo e Camilla hanno scambiato battute e scherzato con Kylie Minogue i Take That e N-Dubz.

Parte del corteo è riuscito a penetrare nella piazza di Westminster e ci sono stati momenti di frizione con le forze dell’ordine. Un gigantesco’No’ a vernice rossa è comparso sul prato mentre graffiti hanno sfregiato la statua di Winston Churchill. Alcuni gruppi sono venuti a contatto con il cordone di poliziotti, con schermaglie e lancio di oggetti. La polizia ha fatto ricorso alle “gabbie di contenimento” per arginare la folla. Dopo l’approvazione della riforma i manifestanti hanno spaccato i vetri del palazzo che ospita il ministero del Tesoro, facendo irruzione nello stabile. Attaccati i negozi a Oxford Street, dove sono state infrante le vetrine di TopShop, uno dei più popolari negozi di abbigliamento londinesi. Scotland Yard ha condannato “il vergognoso e crescente aumento di violenza”. Secondo un portavoce “non c’è stato nulla di pacifico in questa protesta che ha coinvolto gente innocente che stava facendo lo shopping di Natale”. Anche Downing Street ha condannato la violenza delle manifestazioni.

Cinque manifestanti sono stati rimossi a forza dalla galleria del pubblico della Camera dove avevano cominciato a gridare slogan interrompendo il dibattito. Vince Cable, ministro liberaldemocratico alle Attività Produttive con la delega all’università, ha motivato la riforma con la necessità di “mantenere l’alta qualità delle università sul lungo periodo, ridurre il deficit e introdurre un sistema di finanziamento progressivo basato sul reddito delle persone”.

La Camera dei Comuni ha approvato con una maggioranza di 21 voti l’aumento delle rette. Il governo Cameron ha vinto con 323 sì contro 302 no: una maggioranza contenuta rispetto al vantaggio di circa 80 voti della coalizione tra Tory e Lib-Dem. Per i Lib-Dem l’aumento delle rette era un punto dolente (in campagna elettorale il partito di Nick Clegg si era impegnato a non toccarle) e il voto è stato preceduto da una serie di dimissioni di parlamentari da posizioni di governo per poter votare contro la maggioranza. Lo stesso Clegg è stato fischiato dai banchi dell’opposizione quando è arrivato ai Comuni per votare.

La riforma porta il tetto massimo delle rette universitarie dalle attuali 3.290 a un massimo di 9.000 sterline e questo, in base al sistema in vigore in Gran Bretagna, per molti studenti significherà indebitarsi per 20-30 anni. La riforma nasce sulla falsariga di un rapporto, commissionato nel 2009 dal governo laburista di Gordon Brown le cui conclusioni indicavano che tutte le rette universitarie andavano innalzate. Secondo un’analisi della Bbc, il 25% degli studenti con basso reddito familiare pagherà meno, ma tutti gli altri pagheranno di più. La soglia di reddito oltre il quale le rette (che sono di fatto prestiti anticipati dallo stato) salgono passa dalle attuali 15.000 a 21.000 sterline. Sta alle università stabilire l’ammontare delle rette e secondo il governo la maggior parte degli atenei sarà nella media delle 6.000 sterline annue circa. Secondo l’Institute for Fiscal Studies, circa la metà degli studenti universitari, per un corso di laurea di tre anni, dovrà pagare una tassa del 9% per 30 anni. Calcolando rette medie di 7.500 sterline, più prestiti universitari (per chi non ha diritto a una borsa di studio), il 10% degli studenti che poi guadagnerà di più estinguerà il debito in 15 anni. Ma la media, che si stima avrà un reddito con il lavoro circa 49.000 sterline annue, sarà indebitato per 26 anni. Le università che decideranno rette superiori alle 6.000 sterline, prevede infine la riforma, dovranno favorire l’accesso di studenti provenienti da situazioni economiche disagiate.

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