Esteri

Gli hacker vendicano Assange: Paypal e MasterCard sotto attacco

Julian AssangeDopo Mastercard anche Paypalè finita sotto attacco degli hacker per aver tagliato i ponti con WikiLeaks. Lo riporta SkyNews.

L’attacco rientra nelle Operazioni Payback (resa dei conti) con cui gli hacker si vendicano di societa’ che hanno tagliato fuori il gruppo di Assange. Il vicepresidente di PayPal, Osama Bedier, ha detto che la decisione di bloccare i trasferimenti di fondi a Wikileaks èstata presa perché il Dipartimento di Stato ci aveva detto che quel che stavano facendo era illegale.

Intanto, dopo il suo arresto a Londra,Assange rimane in un carcere britannico, almeno fino al 14 dicembre, in attesa di una decisione sulla richiesta di estradizione verso la Svezia. La Corte di Westiminster martedì ha bocciato la richiesta di libertà su cauzione, nonostante si fossero presentati come garanti una serie di figure pubbliche di spicco: il regista Ken Loach, Jemima Khan, sorella del deputato conservatore Zac Goldsmith, figura di spicco della mondanità londinese (ha avuto una lunga relazione con l’attore Hugh Grant) e il giornalista John Pilger, che si erano tutti offerti di pagare la somma di 180mila sterline di cauzione. Ma il giudice distrettuale Howard Rule ha deciso di trattenerlo in custodia cautalare ritenendo fondato il sospetto che Assange potesse di nuovo fuggire.

Gli Usa hanno già avviato i contatti informali con la Svezia per ottenere la consegna di Assange. Secondo l’Independent, ci sono già stati contatti informali tra funzionari statunitensi e svedesi sulla possibilità che Julian Assange venga ceduto agli Usa. I legali del Dipartimento Giustizia americano cercano da luglio di individuare un capo di imputazione per Assange senza esser finora arrivati a una decisione. E l’ipotesi che sta prendendo consistenza è quella di accusarlo del reato di spionaggio, per aver messo in rete le migliaia di cablogrmmi riservati del Dipartimento di Stato. Diversi esponenti politici della destra americana premono da giorni perché sia portato dinanzi alla giustizia americana e c’è chi ne ha chiesto la pena di morte, come l’ex candidata alla vicepresidenza repubblicana, Sarah Palin, secondo cui il fondatore dei Wikileaks dovrebbe essere trattato alla stregua dei leader talebani o di Al Qaeda.

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