Esteri

Corea del Sud: manovre militari al confine col Nord

 SEUL. Sono durate solo due ore, causa la nebbia, le annunciate manovre militari con proiettili veri della Corea del Sud nei pressi dell’isola di Yeonpyeong, attaccata il mese scorso dalla Corea del nord.

Il vicino del Nord ha più volte minacciato rappresaglie contro le esercitazioni (con munizioni vere) che si sono svolte a pochi chilometri dalla sua costa. I militari di Seul avevano affermato che le cannonate sarebbero cadute a circa dieci chilometri di distanza dal confine. I militari hanno ordinato ai residenti dell’isola di Yeonpyeong di rifugiarsi nei bunker sotterranei in vista di un’eventuale rappresaglia, mentre l’aviazione del Sud è stata posta in allarme e si tiene pronta a intervenire.

Intanto, il Consiglio di sicurezza dell’Onu non è riuscito a trovare un accordo per condannare la Corea del Nord per il bombardamento del 23 novembre che aveva causato la morte di due militari e due civili innescando la crisi in corso. Cina e Russia si opposte alla condanna e hanno chiesto a Seul di rinunciare alle manovre.

L’inviato statunitense Bill Richardson ha convinto il regime di Pyongyang ad accettare il ritorno degli ispettori dell’Onu negli impianti nucleari. Secondo la Cnn, la Corea del nord ha anche accettato di considerare la proposta di una commissione militare mista tra le due Coree e gli Stati Uniti. I dirigenti nordcoreani avrebbero anche affermato che “prenderanno in considerazione” la proposta di Richardson, governatore del New Mexico, di istituire una “linea rossa” per le consultazioni tra le due Coree in caso di crisi.

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