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“Il Cerchio”, presentazione del libro di Giuseppe Santabarbara

 CASERTA. L’appuntamento letterario al Centro Sociale “Sant’Antonio”, giovedì 16 dicembre, per la presentazione del romanzo “Il Cerchio” dello scrittore casertano Giuseppe Santabarbara, si è rivelato un vero e proprio successo.

Illustri i personaggi che sono intervenuti, tra cui il fondatore e presidente della prestigiosa Società delle Lettere, delle Arti, delle Scienze, Flavio Quarantotto, ed Angelo Cardillo, da un quarantennio impegnatissimo docente di Letteratura italiana presso l’Università di Salerno. Un prezioso contributo alla presentazione dell’opera è stato dato da Garardo Del Prete (che ha letto alcuni brani scelti); Imma Brignoli ,che con l’occasione ha, tra l’altro, festeggiato il battesimo della casa editrice, di cui è titolare e Raffaele Raimondo, pregiatissimo professore, a cui è toccato il difficile compito della presentazione del romanzo, riannodando con maestria il filo del discorso da un relatore all’altro.

Giuseppe Santabarbara, nato a Piana di Monte Verna, già dirigente scolastico, vive e lavora a Caserta. Vincitore ex aequo del concorso “Il racconto più bello” di Alfredo Guida Editore con “Una storia di primavera”, pubblicata nel volume “Nuovi Narratori Campani”, ha pubblicato, nel 2005, “Tetractys”, una raccolta di racconti. “Il Cerchio” è il suo primo romanzo. L’opera risulta coinvolgente sin dalle prime battute, interessa, incuriosisce ed è, a mio avviso, un romanzo da leggere tutto d’un fiato, una lettura che non si desidera interrompere per alcun motivo, dato che si vuole scoprire che cosa accade successivamente e qual è il suo epilogo.

In breve la trama è la seguente: – Il ritorno di una strega, dopo quasi cinquecento anni. E, per l’avvocato Giovanni Gaetani, la prospettiva di una piacevole vacanza in un paese in collina cambia inaspettatamente. La moglie Francesca “ha dei momenti in cui sembra vivere in un lontano passato, senza peraltro discostarsi molto dall’oggi”. Un anacronismo? Possibile. Si pensi però a quali orizzonti nuovi, ricchi di prospettive inimmaginabili, potrebbero delinearsi agli occhi di una strega: magia e tecnologia in un mondo scettico ma assetato di soprannaturale. Una sfida difficile ma esaltante”. La storia di Francesca si intreccia con quella di un vecchio cantastorie e con quella del parroco che possiede un antico dipinto. Anche Sonia, la figlia del proprietario dell’hotel Regina, dove sono alloggiati, e il dottor Romano, il medico del paese in pensione, sono coinvolti in questi avvenimenti ai quali fanno da sfondo la cattedrale, il castello e le poche rovine di un edificio distrutto da un incendio in tempi lontanissimi, sulla sommità della ‘collina maledetta’.

E’ un romanzo ben scritto, scorrevole, di facile comprensione, ma ciò che maggiormente colpisce è il coinvolgimento del lettore, nell’intricata vicenda, sin dalle prime battute. Inoltre, da esso emergono picchi elevatissimi di tensione, che coinvolgono sino a trasportare il lettore nella storia, con la sensazione di assaporare e vivere momenti d’altri tempi, quasi dimenticati, che, invece, a tratti, si presentano attuali e sconvolgenti.

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