Caserta

Acqua pubblica, incontro del coordinamento nella sala consiliare

 CASERTA. Continua la battaglia contro la privatizzazione dell’acqua. Il provinciale casertano promuove il 3 dicembre, alle ore 17, nella sala consiliare del Comune di Caserta un incontro pubblico per richiamare l’attenzione dei cittadini su questa tematica …

… e chiedere alle amministrazioni locali della provincia casertana di approvare apposite delibere di richiesta della moratoria. Sidiscuterà dell rischio di privatizzazione strisciante che incombe sul nostro territorio. Intervengono: Luigi Di Santo (Università degli Studi di Cassino), Franco Gargiulo (Filcem-Cgil), Costantino Leuci (vicesindaco Piedimonte Matese), Carlo Iannello (Seconda Università degli Studi di Napoli), Lino Martone (Altragricoltura), rappresentanti dei comitati territoriali.

A seguire, dalle ore 19, la manifestazione chiuderà con un aperitivo di autofinanziamento presso il Wine Bar “La Bufala Cafè” in Via Del Redentore 22 con prodotti locali della filiera corta a cura di Altragricoltura e Condotta Slow Food Volturno.

“1 milione e 400 mila cittadini italiani – spiegano dal coordinamento – hanno firmato i quesiti referendari contro il decreto Ronchi per chiedere ai partiti di non sottrarsi al loro ruolo istituzionale, di non degradare la politica consegnandola ad una gara ed assumersi le responsabilità per le quali sono stati concepiti: gestire l’interesse generale, promuovere il bene comune. Grave perciò sarebbe la colpa dei partiti e della classe politica se vanificassero questa aspettativa”. Il coordinamento provinciale casertano per l’acqua pubblica, aderente al Forum italiano dei movimenti dell’acqua, chiede pertanto “una doverosa moratoria alla legge Ronchi ed alla soppressione degli Ambiti territoriali come atto del Parlamento per garantire ai cittadini di potersi esprimere attraverso la consultazione elettorale, anche a fronte del rischio di elezioni anticipate”. E sottolinea: “Le scadenze imposte dalla legge per la messa a gara entro il 31 dicembre 2010 per alcune situazioni e per dicembre 2011 per altre, e della soppressione degli Ato come organi di decisione da parte dei Comuni sui modelli di affidamento, vanno posticipate a dopo il referendum e localmente vanno fermate tutte quelle iniziative che predispongono l’ingresso dei privati nelle società”.

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