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Casapesenna, l’esproprio del campo sportivo fu irregolare

campo sportivo di CasapesennaCASAPESENNA. La Corte Costituzionale ha fatto cadere la possibilità di sanare l’esproprio irregolare posto in essere per la costruzione del campo sportivo di Casapesenna.

Il progetto risale a 15 anni fa, quando il comune offrì ai proprietari del terreno una somma che gli stessi non accettarono. Così gli atti passarono ai legali e si scoprì che la procedura dell’esproprio era piena di vizi. A quel punto iniziò il diluvio delle carte bollate. In un primo contenzioso Tar Campania e Consiglio di Stato diedero ragione ai proprietari, ma nel frattempo il Comune aveva avviato i lavori per il centro sportivo. Visto lo stop della giustizia amministrativa, il Comune intraprese la strada dell’acquisizione del bene con risarcimento danni ai proprietari (come previsto dall’articolo 43 del testo unico sugli espropri, cioè la norma bocciata dalla Corte costituzionale).

Un primo procedimento abortì perché effettuato con atto di giunta e non di Consiglio comunale, ma anche quando l’Assemblea civica fu coinvolta il progetto non ottenne miglior fortuna. I proprietari, ormai armati giuridicamente, contestarono i nuovi provvedimenti perché carenti della documentazione tecnica. Partì un altro giro al Tar e al Consiglio di Stato, che terminò in un’altra bocciatura per il Comune. Il terzo round è arrivato puntuale insieme al nuovo tentativo di acquisizione del terreno. La giustizia amministrativa ha passato la patata bollente a quella costituzionale, che ha prodotto la sentenza numero 293/2010 che condanna il Comune di Casapesenna a restituire il terreno e a ripristinare lo stato dei luoghi. In alternativa potrebbe esserci un’integrazione consistente del prezzo pagato agli espropriati, vista la lunga vicenda.

In ogni caso, la scelta tra restituzione del fondo o risarcimento, sottolinea la Consulta, va fatta con legge e non dal governo con una delega di mero riordino. Condanna che metterebbe in ginocchio il Comune e che a seguito della quale si sfiorerebbe il patto di stabilità per il controllo delle spese e si correrebbe il rischio anche di un probabile rovinoso dissesto finanziario. In questo caso, il Comune di Casapesenna perderebbe la possibilità di contrarre mutui e assumere personale. Anche i trasferimenti statali e regionali sarebbero fortemente ridimensionati decretando un taglio netto dei servizi al cittadino erogati normalmente dall’amministrazione.

Dinanzi a questa delicata situazione, il gruppo di opposizione “Insieme per Cambiare”, guidato dal capogruppo Giuseppe Piccolo, si chiede: “Ma è giusto che errori politici di amministratori, di funzionari, di tecnici, possano ricadere così pesantemente sulla testa dei cittadini, già tartassati dal governo, regione e provincia? Non sarebbe il caso di individuare quelle responsabilità, di chiunque esse siano, ed avviare una procedura di recupero? Per le ‘distrazioni’ di alcuni, le responsabilità di altri, le furbizie di altri ancora, l’intera comunità cittadina dovrà sobbarcarsi l’onere di risarcire i proprietari dei suoli? E’ semplicemente follia. Follia pura, e se non è follia è furbizia, e se non è nemmeno furbizia è irresponsabilità”. “Senza entrare nel merito specifico tecnico-legale, – conclude l’opposizione – di come è stata argomentata la difesa e se veramente il Comune è stato difeso e se i proprietari si sono fatti difendere altrettanto bene, una cosa è certa, ossia che questa vicenda può essere affrontata seguendo criteri logici e politici, cronologizzando fatti, provvedimenti e conseguenze. Sarà possibile conoscere chi sono i responsabili e perseguirli?”.

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