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Pd chiede senso unico su tratto della statale Appia

 CASAGIOVE. Il traffico che con l’avvicinarsi del Natale cresce di intensità e si veste di confusione trova sulla statale Appia, al solito incrocio con via Pontillo e via Recalone, uno dei suoi inestricabili ingorghi.

Il comando Vigili ha più volte proposto di istituire per un tratto limitato, e specificamente per quello che va dall’incrocio citato a quello con rione S. Caterina e la Variante di via Recalone, il senso unico. Tale scelta creerebbe flussi di traffico che non si intersecano e, dunque, più scorrevoli e meno pericolosi. Il disagio per gli automobilisti è pressocchè nullo essendo il percorso alternativo appena superiore di poche centinaia di metri che sarebbero persorsi senza restare imbottigliati. La soluzione prospettata scioglie il nodo e libera quel martoriato tratto di strada. Così è andata, infatti, quando il senso unico è stato in vigore. Ma perché una scelta di così evidente utilità continua a non essere applicata? Il Pd Casagiovese, che ha incontrato cittadini della zona, che lamentano l’alto inquinamento atmosferico ed acustico, nonché il permanente congestionamento, si schiera dalla loro parte e chiede che l’amministrazione comunale proceda senza ulteriori tentennamenti a istituire in quel tratto della Nazionale Appia il senso unico.

“Qualcuna delle persone incontrate – spiegano dal Pd – ha riferito che le ragioni del non decidere risiedono in una forte resistenza di alcuni operatori commerciali che osteggiano da tempo una razionale soluzione del problema. Ma, pur ragionando con l’ottica degli operatori, non ci sembra che l’istituzione del senso unico, che permette l’immediato reingresso sul tratto stradale interessato, possa scoraggiare avventori o creare chissà quali disastri. Il governo della città è certamente tenuto ad ascoltare tutti, ma non può non decidere in forza degli interessi generali e non particolari. La mancata scelta ancora una volta fa torto ai deboli, che in questo caso sono i cittadini che abitano la zona, gli automobilisti che rimangono intrappolati nel traffico e gli stessi vigili urbani, notoriamente con organico insufficiente per il controllo delle strade cittadine, chiamati a svolgere un surplus lavorativo non necessario. Interessi particolari, da chiunque vantati, in specie quando sembrano più un capriccio che una necessità, devono essere collocati e considerati dopo quelli più generali dell’intera collettività”.

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