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Pd: “A Natale cancelli chiusi al cimitero”

 CASAGIOVE. Il circolo cittadino del Pd contesta la decisione dell’amministrazione comunale di chiudere il cimitero il giorno di Natale.

La chiusura del cimitero è annunciata, a chi è ormai giunto ai cancelli sbarrati, con in mano un mazzo di fiori, da un foglio A4 stampato con parsimonia di inchiostro e contenuto in una cartellina di plastica trasparente. Con un avviso su un foglio si è cancellata di colpo una tradizione mai interrotta, si è mostrata una rara insensibilità nei confronti di tanti che sono rimasti lì, basiti, davanti all’ingresso occluso, incerti e increduli, alcuni venuti da lontano, con bambini in attesa di salutare i nonni che sono andati, tutti impossibilitati all’accesso alle tombe.

Il Natale è l’unica festa cristiana che il consumismo non è riuscito a svuotare totalmente. In quel giorno, che conserva una sua magia, gli affetti diventano prioritari, i legami sono rafforzati dai ricordi e, in un mondo in tempesta, chi ci ha preceduto nella morte rimane vivo dentro di noi a fare da ancoraggio con la storia individuale e quella collettiva della comunità. Dalla preistoria si hanno prove dell’importanza del culto dei morti, e, poi, gli egizi, gli etruschi e Foscolo ci hanno insegnato quanto fosse forte il ricordo e quanto fosse grande il patrimonio con esso conservato.

In tanti hanno protestato, qualcuno non propriamente facendosi imprestare frasi dalla letteratura o dalla poesia, altri hanno dovuto andare, tornare alle loro residenze lontane, riportandosi indietro i fiori e il magone per non aver potuto rispondere a una esigenza interiore e non aver adempiuto all’impegno assunto, con se e con la memoria del proprio caro, di essere lì, a Natale, a pregare, a meditare, a rispettare, a recuperar memoria, a riposare un attimo dall’”andar sempre fuggendo di gente in gente” seduti su una tomba.

Della protesta, forte e incredula, siamo stati oggetto. Abbiamo avvertito lo stesso disagio, con quelle persone lasciate davanti ad un cancello, senza adeguato preavviso che ben altro avrebbe richiesto che l’insulso foglio all’ingresso del cimitero, visto che andava ad interrompersi una tradizione, che mai aveva conosciuto eccezioni. Abbiamo avvertito una sensazione fredda e triste, quella che accompagna tutte le cose che indicano segnali brutti che non vorremmo mai intercettare; segnali che ci dicono che anche in quest’occasione i nostri valori hanno perso un pezzo, erosi dell’ottusità della burocrazia e la colpevole distrazione di chi è deputato a rappresentare il comune sentire della città.

A quanti sono stati davanti a quell’ingresso chiuso, la mattina di Natale, noi chiediamo scusa a nome della città, che noi non vorremmo mai mostrasse porte sbarrate, ma solo cuori aperti.

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