Pompei

Crolli di Pompei, nove avvisi di garanzia: non c’è Bondi

la casa dei GladiatoriNAPOLI.Nove avvisi di garanzia, con l’ipotesi di disastro colposo, sono stati emessi dallaProcura di Torre Annunziataper il crollo della Schola Armaturarum e della casa del Moralista all’interno del sito archeologico di Pompei.

Gli avvisi di garanzia emessi dagli inquirenti per i crolli di Pompei riguarderebbero, secondo quanto si apprende, oltre all’ex soprintendente Pietro Giovanni Guzzo e al direttore degli scavi Antonio Varone, anche Paola Rispoli (architetto restauratore della soprintendenza), Aldo Borriello (tecnico), Valerio Papaccio (architetto capo dell’ufficio tecnico), Maria Grazia Del Greco (ex funzionario), Anna Maria Caccavo (rappresentante della ditta che ha fatto i lavori). Sono indagati perchè responsabili della progettazione, della pianificazione e della esecuzione dei lavori di ripristino della Casa dei Gladiatori. Assolutamente nulla, invece, per il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, sulla cui testa pende una mozione di sfiducia individuale che approderà in Parlamento il 22 dicembre. Secondo quanto appreso, sarebbe stato già fissato per il 20 dicembre l’incidente probatorio.

“Se avessi la certezza di avere responsabilità in quanto accaduto mi dimetterei. Ma rivendico invece il grande lavoro fatto”, commenta Bondi. “Non ne so niente, in questo momento sono a Milano e prima di pronunciarmi preferisco avere altre informazioni”, ha detto all’Ansa l’ex sovrintendente Guzzo. Varone, attraverso l’ufficio stampa della sovrintendenza, fa sapere, anche lui, di non voler commentare il provvedimento. Secondo quanto si è appreso, la notizia avrebbe suscitato stupore nel direttore Varone che però si sentirebbe tranquillo sull’operato finora svolto nella gestione degli scavi archeologici di Pompei.

“I crolli sono il frutto di una lunga incuria”, fu questo uno dei titoli del New York Times che dedicò un lungo servizio all’emergenza negli Scavi.” crolli di Pompei – scrisse il quotidiano americano – sono diventati una metafora dell’instabilità politica italiana e dell’incapacità del paese di prendersi cura del suo patrimonio culturale. Ma i mali di Pompei – aggiunse il Nyt – vengono da lontano (e il peggio può darsi debba ancora arrivare)”. Tra gli esperti interpellati, ci fu anche Pietro Giovanni Guzzo, archeologo e responsabile del sito dal 1993 al 2009 per il quale a Pompei mancano “una buona manutenzione ordinaria e non sono stati programmati adeguati lavori di conservazione” Ora Guzzo figura tra gli indagati.

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