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Scoperto sito archeologico a Vairano Patenora

 VAIRANO. Qualche giorno fa alcuni giovani di Vairano Patenora, riunendosi in omonimo gruppo su Facebook si dichiararono appartenenti a Vairano come “Alice il paese delle menzogne” anziché delle meraviglie, …

…in polemica con la evidente truffa Telecom che fa contratti per 7 mega in adsl ma a stento riesce a fornire una velocità in internet superiore a 800 Kbyte. Devo aggiungere che più che delle menzogne rischia di diventare il paese dell’indifferenza, dell’abbandono, della stupidità conclamata, dell’approssimazione. E’ così che Vairano da un lato va a ritroso cercando di salvaguardare un minimo di servizio sanitario regalando soldi a un privato abusivo, a proposito del poliambulatorio che continua a rimanere sotto sequestro giudiziario, mentre l’Asl Caserta cerca di scrollarsi di dosso circa 4 milioni annui di canoni per affitto a privati, come a Teano dove si affretta a passare tutto il servizio sanitario, poliambulatori compresi, presso l’ex ospedale dismesso; dall’altro gli capita di scoprire per puro caso un interessante sito archeologico e tutti tacciono,nessuno sa nulla. Qualche giorno addietro un contadino, per la verità un ex operaio Fiat-Cassino, Achille Di Sano, ritornato a fare il contadino in pensione, mi informa che in località Sant’Antuono, rione Greci (Greci non per caso ovviamente) è stata rinvenuta una tomba con reperti antichissimi.

Mi metto subito in moto per scoprire la verità. Chiedo all’ufficio tecnico comunale, alla Polizia Municipale; nessuno ne sa nulla. Poi un indizio mi viene dall’ex capo dei vigili urbani in pensione e che mi fornisce un nome e cognome. Ieri sera, a questa persona, che risponde al nome di Domenico Castaldi, coltivatore diretto, onesto contadino(meno male, altrimenti tutto sarebbe stato occultato), alla mia domanda se corrispondesse al vero quanto mi è stato riferito, mi ha candidamente risposto: “per la verità più che una tomba si tratta di un vero e proprio cimitero di tombe, con una superficie oltre un moggio di terra che, gli è stato riferito dopo la dovuta denuncia, dovrebbe appartenere ad epoca romana”.

 Aveva preso in affitto questo fondo dalla Curia di Teano, stava procedendo ad operazioni di aratura profonda per installare un frutteto, ad un certo punto sono apparsi reperti di antica muratura e ossa umane, dissolte e polverizzate in breve tempo a contatto con l’atmosfera. Ha informato immediatamente la Curia che è venuta in sopralluogo con i Carabinieri di Teano; poi sono venuti degli esperti che avrebbero confermato di ritornare e di recintare il tutto, ma nessuno si è più visto, data anche la persistenza pioggia di questi giorni. Stamane sono andato a fare delle foto che allego.

Ho chiamato il sindaco Robbio per sapere se era stato informato; mi ha confermato che è dal 22 ottobre scorso che ha ricevuto la richiesta dalla Sovrintendenza, distaccamento di Alife, di mettere a disposizione qualche operaio per avviare degli scavi e sta ancora aspettando. Per la verità mi sono un pò alterato ed ho chiesto per quale motivo il luogo non è stato recintato con i sigilli dei Carabinieri. Per una cosa del genere, un operaio? È passato quasi un mese senza che nessuno abbia provveduto? Abbiamo letto tante storie di polemica sulla dirigenza della Sovrintendenza casertana con dimissioni e nuove nomine e questi sono i risultati?

E’ una vergogna ignobile che la dice lunga su come si ama la propria Terra, proprio all’indomani delle significative raccomandazioni di Giuliano Amato, presidente del 150° di Stato, che proprio a Caserta ha sottolineato il valore della memoria storica come condizione di identità e Unità. Non so dire a quale epoca risalgono i reperti che sono rinvenuti. Forse Greca, forse Romana, o più recente visto che molti insistono sulla presenza in quella zona di un antichissimo convento di San Nicandro. Forse potranno anche essere reperti del massacro dell’ultima guerra, anche se le ossa di cadavere sono talmente antiche che si dissolvono appena prendono aria, ma ciò non conta, comunque rimane un fatto di grande portata che occorre valorizzare e difendere. La zona è conosciuta come zona Greci, e più in fondo vi è una ponte su un ruscello che è di sicuro di origine greca, ovviamente anche questo abbandonato. Ci si rimbocchi le maniche e la si finisca di essere così sciagurati.

Mi sono sentito in dovere informare la stampa di tale questione,non solo per gli interessi sociali che come sindacalista degli agricoltori da anni rappresento, ma anche in onore e in aiuto del circolo vairanese della Federazione della Sinistra, dove milita anche mio figlio Gianpiero, che a spese proprie e con sacrificio, hanno ribadito sulla stampa, si stanno impegnando per ridare alla politica il suo significato d’origine, Polis, la città, governare la città.

Lino Martone (coordinatore regionale “Altragricoltura”)

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