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Donazione organi, il padre di Nicholas Green a Marcianise

Nicholas GreenMARCIANISE. Nell’ambito del giro di visite in provincia di Caserta, nella mattina del 12 novembre dalle ore 10.15, Reginald Green, padre del piccolo Nicholas, il bambino americano ferito a morte nel 1994 sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, farà tappa a Marcianise.

Qui, presso la sala giunta della casa comunale, sarà accolto dal sindaco Antonio Tartaglione, dagli amministratori, ed ovviamente da una folta delegazione di componenti dell’Aido Marcianise, che, insieme all’Aido provinciale e all’Asl di Marcianise, rappresentata da Anna Piscitelli, ha promosso l’incontro. Successivamente insieme al primo cittadino e a Salvatore Delle Curti, presidente dell’Aido Marcianise, il Green saluterà i cittadini presso lo slargo intitolato al piccolo Nicholas, ed ubicato lungo via Roma (di fronte all’entrata del Comune).

Al termine, il gruppo si recherà in piazza Caduti di Nassirya a visitare il monumento ai Donatori di Organi. Sono ormai quindici anni che Reginald Green gira per il mondo, testimoniando l’importanza della donazione degli organi e raccontando la sua esperienza. In seguito alla morte di Nicholas, la famiglia acconsentì all’espianto dei suoi organi, contribuendo, con tale gesto, a fare aumentare gli episodi di donazione in Italia, dove la pratica non era ancora molto diffusa.

LA STORIA. Nell’estate del 1994, Nicholas Green, bambino californiano di 7 anni, era in vacanza in Italia con i genitori e la sorella.Il 29 settembre la famiglia viaggiava sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, tra Sant’Onofrio e Mileto, in provincia di Vibo Valentina, in Calabria. A causare l’omicidio fu una tragica fatalità: la famiglia Green aveva noleggiato una Y10 del tutto simile a quella di un gioielliere che doveva essere rapinato. I banditi la assalirono per sbaglio e un proiettile colpì il bimbo che dormiva sul sedile posteriore della vettura. Nicholas morì due giorni dopo, i genitori decisero di donare gli organi con un gesto emblematico. Da allora, i Green hanno tenuto viva la memoria del loro piccolo con una fondazione e una serie di iniziative umanitarie.

Per quel delitto furono processati Michele Iannello e Francesco Mesiano, contro i quali c’erano soprattutto indizi e intercettazioni ambientali. I due, il 16 gennaio del 1997, vennero assolti dalla Corte d’Assise di Catanzaro, per poi essere condannati in appello, nel giugno del ’98, rispettivamente all’ergastolo e a 20 anni. Una sentenza che trovò conferma anche in Cassazione.

Dalla vicenda fu tratto un film per la televisione dal nome Il dono di Nicholas, con Jamie Lee Curtis ed Alan Bates. In seguito alla donazione degli organi, i genitori del bambino ricevettero la medaglia d’oro al merito civile con la seguente motivazione: “Cittadini statunitensi, in Italia per una vacanza, con generoso slancio ed altissimo senso di solidarietà disponevano che gli organi del proprio figliolo, vittima di un barbaro agguato sull’autostrada Salerno – Reggio Calabria, venissero donati a giovani italiani in attesa di trapianto. Nobile esempio di umanità, di amore e di grande civiltà. Messina, 1 ottobre 1994”.

ANicholas sono dedicati: un vasto parco parco verde a Cosenza, un piccolo parchetto nella frazione di Fornaci, Fagnano Olona (Varese), giardini prospicienti il Corso Mazzini a Catanzaro, la Piazza Principale di Davoli Marina (Catanzaro), una sala nel palazzo Campanella sede del Consiglio Regionale a Reggio Calabria, un asilo comunale a Lamezia Terme (Catanzaro), una scuola superiore a Corigliano Calabro (Caltanissetta), la piazza principale di Cassino (Frosinone), un ponte nel quartiere di Struppa a Genova, una scuola elementare nel quartiere Settefarine di Gela, un parco giochi nella zona Mirafiori Nord e una scuola materna a Torino, una scuola elementare a Ne (Genova), un parco cittadino a Giussano (Monza e Brianza), un parco giochi all’interno del parco delle cascine di Firenze, una scuola elementare a San Nicola la Strada (Caserta), un largo a Marcianise (Caserta), una campana costruita dalla Fonderia Marinelli di Agnone (Isernia) con impressi i nomi dei beneficiari dei trapianti.

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